A cavallo del tempo. L’arte di cavalcare dall’Antichità al Medioevo

Il primo lavoro del cavallo è vedere l’animo e le armi dei combattenti, e sopportare il suono del corno, lo stridere delle ruote e, nella stalla, i freni sonanti; poi un poco alla volta godersi le lodi carezzevoli del maestro, e amare il suono della mano sul collo.

Virgilio

Un antico e profondo legame si è instaurato nei secoli tra uomo e cavallo. Un legame ormai consolidato, ma che ha richiesto molto tempo e impegno tanto che il cavallo è tra gli ultimi animali ad essere stato addomesticato.

E proprio di questo rapporto parla la mostra A cavallo del tempo. L’arte di cavalcare dall’Antichità al Medioevo che si terrà fino al 14 ottobre nella suggestiva Limonaia di Giardino di Boboli a Firenze.

La mostra

Divisa in cinque sezioni, A cavallo del tempo. L’arte di cavalcare dall’Antichità al Medioevo, prevede un percorso storico che va dall’età Preistorica al mondo greco e magno greco, dal mondo etrusco e venetico all’epoca romana per finire con il Medioevo.

Ad essere esposti sono principalmente tutti quei piccoli oggetti quotidiani che raccontano l’importanza di questo magnifico animale in tutti gli aspetti della vita. Giochi per bambini dove un piccolo cavallo di terracotta provvisto di ruote veniva trainato;

A cavallo del tempo. L'arte di cavalcare dall'Antichità al Medioevo
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bighe e calessi che sottolineavano lo status nobiliare come ad esempio il Carro di Populonia;

A cavallo del tempo. L'arte di cavalcare dall'Antichità al Medioevo

Gruppo fittile con currus e auriga, IV secolo a.C. Argilla Campobasso, Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Molise.
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morsi e frontali in bronzo utilizzati in battaglia grazie ai quali il cavallo veniva protetto.

A cavallo del tempo. L'arte di cavalcare dall'Antichità al Medioevo

Morso equino con filetto snodabile, fine VIII – inizio VII secolo a.C. Bronzo a fusione piena Firenze, Museo Archeologico Nazionale
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Una mostra a tutto tondo che ha come sfondo quasi 300 m² di proiezione multimediale che contribuisce a rendere l’esposizione ancora più immersiva.

Più di un semplice animale

Il cavallo era considerato non solo uno strumento adatto al lavoro nei campi o in battaglia, ma anche un fedele compagno degno di essere immortalato sia nell’arte che nella letteratura.

Presente fin nelle più antiche figure rupestri, ritroviamo il cavallo rappresentato anche in coppe e vasi come ad esempio la Coppa attica a figure rosse dipinta dal Pittore di Sabouroff, che immortala la dea Atena intenta ad accarezzare un cavallo identificato con quello di Troia.

A cavallo del tempo. L'arte di cavalcare dall'Antichità al Medioevo

Pittore di Sabouroff Coppa attica con Atena e il cavallo di Troia, intorno al 460 a.C. Terracotta, dipinta nella tecnica a figure rosse Firenze, Museo Archeologico Nazionale.
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Nell’esposizione A cavallo del tempo. L’arte di cavalcare dall’Antichità al Medioevo sono presenti anche due crani equini ritrovati proprio in una zona di sepoltura dedicata ai destrieri caduti in battaglia, posizionata vicino al cimitero dei loro cavalieri. Un rapporto di simbiosi che sembra andasse oltre la vita terrena.

A cavallo del tempo. L'arte di cavalcare dall'Antichità al Medioevo

Crani di cavallo con morso in bronzo, 480 a.C. circa Osso e bronzo Himera, Museo Pirro Marconi del Parco Archeologico.
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Una vasta collezione che affascinerà gli amanti di questi possenti animali guardando con occhi da uomo antico quella che una volta era la vita di tutti i giorni.

Immagine di copertina: uffizi.it

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Azzurra Bergamo

Classe 1991. Laureata in Lettere e in Editoria e Giornalismo. Naturalizzata veronese, sogna un mondo dove la percentuale dei lettori tocchi il 99%.