Biblioteca dei Girolamini, 6 milioni per la rinascita

Scade il 3 maggio il bando di Invitalia per il restauro della Biblioteca dei Girolamini, la più antica di Napoli e la seconda in Italia dopo quella Malatestiana di Cesena.
L’appalto da 6,3 milioni di euro renderebbe possibili opere di restauro, adeguamento e ridefinizione degli uffici e delle sale, ma anche la realizzazione di nuovi servizi al pubblico, tra cui bookshop, caffetteria e ludoteca.

La storia

La Biblioteca, parte del più ampio complesso della chiesa dei Girolamini, è aperta al pubblico dal 1586.
Oltre ad ospitare un immenso patrimonio di volumi religiosi e laici, deve il suo fascino all’assidua frequentazione di illustri avventori, su tutti Gianbattista Vico;
fu proprio l’opera persuasiva del filosofo, storico e giurista italiano a permettere l’acquisizione del fondo librario lasciato dal filosofo Giuseppe Valletta, facendone una delle più importanti biblioteche pubbliche italiane.
L’istituzione dal 2012 è chiusa al pubblico e versa in stato di degrado strutturale.
Tra le scelte discutibili e scellerate, quella di destinarne i locali a ricovero per gli sfollati durante il terremoto del 1980, ma non solo.

Girolamini

Foto di Lamattina.it

Il ratto e gli strascichi giudiziari

La nomina, nel giugno del 2011, del braccio destro di Dell’Utri, Massimo De Caro a direttore della biblioteca, apre la stagione più buia.
Sul suo conto circolano da tempo una serie di indizi poco confortanti: nessuna laurea, un passato da mercante e falsario di libri in Argentina, già implicato in un enorme giro di tangenti in Russia per affari sulle bioenergie.
Il sentore che la sua nomina non sia adeguata diviene assoluta certezza nel maggio del 2013, quando la Biblioteca viene posta sotto sequestro e De Caro arrestato nell’ambito della più grande inchiesta sul mercato illegale dei beni culturali della storia Repubblicana.
Due anni di saccheggi sistematici e meticolosamente programmati: De Caro al suo arrivo fa disattivare il sistema di sorveglianza, i volumi vengono trasportati in piena notte a bordo di furgoni appostati su Via Duomo, dopo essere stati manomessi per alterarne il luogo di provenienza.

Una stima in continuo aggiornamento conta circa 2400 libri, rintracciati tra New York, Londra ed Argentina, e lo stesso Dell’Utri ne ha restituiti alcuni dal valore inestimabile, tra cui l’originale della ‘Scienza nuova’ di Vico, annotata a mano.
Le indagini portano all’arresto del direttore De Caro, del conservatore della biblioteca padre Sandro Marsano, e a indagini nei confronti del senatore Dell’Utri e della sua collaboratrice Maria Grazia Cerone.
De Caro, reo confesso, è stato infine condannato in via definitiva dalla Cassazione alla pena detentiva di sette anni e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici, ed è attualmente in detenzione domiciliare.

Con i lavori di restauro sarà possibile restituire al pubblico un patrimonio culturale di oltre 188.000 beni.
Napoli è pronta a voltare la sua pagina più buia.

Related Post

Condividi:

Giurista di formazione, giornalista per vocazione. Napoli è la mia città natale e la mia fonte d'ispirazione.