Le Notti Brave di Carl Brave che sfondano i confini col pop

In modo piuttosto inaspettato, siamo già sistemati per la colonna sonora della prossima estate. Tutto merito di Carl Brave col suo fresco fresco Notti Brave, primo lavoro solista dopo il grande successo avuto in compagnia di Franco 126.

Un marchio di fabbrica

Franchino o no, comunque, lo stile è sempre quello hipster-caciara di Polaroid anche se con qualche synt in più. Il risultato ha gli angoli un po’ smunti, caratteristica di qualcosa fatto di getto – almeno per quanto riguarda i testi. Caratteristica che certo non toglie valore alla scrittura di Carl Brave ma si impone più che altro come marchio di fabbrica della sua poetica.

Birrette e amori difficili

Anche la trama di base è sempre la stessa: con le sue atmosfere romane che ci raccontano di birrette e amori difficili ai tempi degli smartphone ci fa rimpiangere persino l’ex fidanzato della terza elementare. E effettivamente il disco si apre con Professorè, un brano che parla di nostalgia e baci che sanno di metallo: «Pregavo la bidella: “Suona ‘sta campanella” / E mentre il prof parlava dell’Ampere / Io stavo a casa col PC a chatta’ su Messenger».

E che collaborazioni!

Pare che Carl Brave da solo non sappia stare, e verrebbe da dire ‘per fortuna’. Non perché, per carità, da solo non ci basti. Ma quando si hanno nell’album collaborazioni così riuscite, un buon lavoro diventa il disco dell’estate – tanto ormai l’itpop l’abbiamo sdoganato. Francesca Michielin. Fabri Fibra, Giorgio Poi, Coez, Gemitaiz, Frah Quintale (che si dà un po’ al reggae), Federica Abbate, Pretty Solero, Emis Killa: non mancano certo i nomi importanti (tra i quali sicuramente svetta incontrastato quello di Fibra) e colpisce l’amalgamarsi di generi diversi, riuscitissimo.

fonte: Repubblica

Camel Blu (feat. Giorgio Poi)

L’avevamo già intuito con l’ultimo brano insieme a Frah Quintale, Missili: Giorgio Poi non fa semplici ritornelli ma delle bombe che ti entrano in testa e non ti liberano facilmente. Con le strofe di Carletto, poi, ecco il tormentone dei prossimi mesi. Itpop, signori. E va benissimo così.

E sono uscito presto, ma è già giorno
E a casa non ci torno
Ti ho scritto prima, ma non mi hai risposto
Forse non stai dormendo, forse non l’hai letto.»

Bretelle (feat. Emis Killa)

Sicuramente ringrazia chi ormai ascolta indie da anni ma cela dentro sé un animo un po’ tamarro. La Capitale incontra l’hinterland milanese per parlarci del solito amore andato male e finito a «scazzi». Bretelle è l’incontro fra due mondi e due slang che, visti così accostati, non sono affatto distanti.

Lungo la via accendo la radio
Passa il mio pezzo preferito ma viene interrotto da una nota audio
Di te che dici che sta volta è l’ultima lo giuri.»

Un buon lavoro, oltre l’indie

Giudizio sicuramente più che positivo per l’ultimo lavoro di Carl Brave, merito di sonorità nuove acquisite grazie a un numero importante di collaborazioni con artisti che vengono da contesti musicali diversi ma che in Notti Brave sanno non stonare. Lo sentiremo in giro sicuramente per un po’: ha le premesse giuste per sfondare i confini con il pop.

 

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Camilla Volpe

Classe 1995. Studia lettere moderne. Vive col naso nella nebbia tra Varese e Milano.