Coco Chanel: la donna dietro il marchio

Sinonimo di stile ed eleganza senza tempo, il marchio Chanel è, a livello mondiale, un’ideologia più che una semplice casa di moda. La donna promossa dalla maison Chanel è lo stereotipo di una femminilità indipendente e consapevole, così come la sua fondatrice. Gabrielle “Coco” Chanel era infatti ben più di una semplice couturière, era una pioniera dell’emancipazione che ha vestito l’ideale di un futuro al femminile.

Per essere insostituibili, bisogna essere unici

Gabrielle Chanel (Saumur, 19 agosto 1883 – Parigi, 10 gennaio 1971) nacque e crebbe in una realtà povera e priva di possibilità, chiusa nelle quattro mura di un convento/orfanotrofio. Come tutti i grandi artisti, la giovane Gabrielle assorbì pienamente i dettagli di quanto la circondava, li fece suoi, per poi tramutarli in qualcosa di unico. Proprio dalla realtà conventuale nasce il grande amore di Coco Chanel per il nero, colore semplice ed essenziale, ma al tempo stesso elegante ed austero.

Il colletto collegiale, il tubino al ginocchio, non sono altro che la sintesi di un’esperienza dolorosa, fonte di crescita e cambiamento, ed in questo sta la grandezza di Chanel e il suo essere un’artista più di una stilista. Lungi dall’ambire una carriera nella moda, Chanel lavorava come sarta e cantante, cucendo di giorno ed esibendosi di notte. Rifiutata da molti teatri, desiderosa di indipendenza e benessere, Gabrielle troverà la più grande opportunità della sua vita nei panni del ricco imprenditore Étienne Balsan, che non solo le offrirà i mezzi economici per creare la sua azienda, ma sarà colui che la presenterà al mondo come madame Coco. Essa infatti, durante le sue esibizioni, era solita cantare un motivetto particolarmente in voga, Qui a vu Coco, sulle rocambolesche avventure di un cagnolino perduto.

Ospite fissa nelle feste dell’aristocrazia francese, Gabrielle inizia a cucirsi dei vestiti su misura, rifiutando i pomposi abiti à la mode regalategli da Balsan. Lo scalpore irrompe nei salotti tramite linee semplici, colori scuri, da molti definiti tristi, da altri geniali. Così, grazie a cappelli di paglia e tubini neri, nasce la maison Chanel, destinata a diventare, nel giro di pochissimi anni, la casa di moda più famosa e ambita al mondo. Ed insieme al marchio, si impone a livello globale anche il personaggio Chanel, intriso di carisma, snobismo e un irresistibile fascino.

Coco Chanel

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La moda passa, lo stile resta

Quello che Coco Chanel fa con i suoi abiti è ridefinire il principio stesso di femminilità. Chanel vestiva le donne per come esse si vedevano, e non con la frivolezza dell’occhio maschile. In una realtà dove i grandi stilisti adornavano le donne di piume, merletti, imprigionandone il corpo in corsetti di stecche di balena, Chanel le spogliava, le liberava, e le ridefiniva, creando così l’ideale di donna moderna. E questo è ciò che era Coco Chanel: una donna che amava il lusso, la bellezza, e più di tutto la libertà, cercando di diffondere i suoi ideali a livello universale.

Per questo, ancora oggi, i bozzetti di madame Coco restano all’avanguardia, simboli di uno stile senza tempo, sempre attuale e sempre elegante. Al di là del marchio Chanel, esisteva la realtà imprenditoriale che Gabrielle aveva costruito intorno alla sua persona. Mecenate e amante dell’arte, Chanel finanziò diversi artisti durante la loro carriera, fra cui il più celebre fu sicuramente il grande compositore russo, nonché suo amante, Igor Stravinsky. Mentre il pubblico mondiale si indignava per l’originalità de La sagra della primavera, Chanel ne rimaneva affascinata, ne comprendeva la potenza, e tramite il supporto alla musica di Stravinsky consolidava sempre di più il concetto di avanguardia che ancora oggi caratterizza il marchio Chanel.

Coco Chanel

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Intraprendente, determinata e da molti considerata senza scrupoli, Gabrielle Chanel fu un’artista di opere in movimento, di creazioni versatili e sempre nuove, mai stantie, urbane e cosmopolite, che il pubblico poteva ammirare semplicemente passeggiando per strada. Artefice di una nuova consapevolezza di genere, Coco Chanel ha creato l’odierno ideale di donna, ma non solo: le ha dato un esempio attraverso la sua vita straordinaria, le ha dato un obiettivo nel lusso che ha creato e definito, e, soprattutto, le ha dato uno stile.

 

 

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Mi chiamo Giano Anna Maria, sono nata a Milano il 4 marzo 1993 e sono una studentessa di Lingue e Letterature Straniere presso l'Università degli Studi di Milano. Fin da bambina ho sempre amato la musica, il colore, la forza profonda di ciò che è bello. Crescendo, ho voluto trasformare dei semplici sentimenti infantili in qualcosa di concreto, e ho cercato di far evolvere il semplice piacere in pura passione. Grazie ai libri, ho potuto conoscere mondi sempre nuovi e modi sempre più travolgenti di apprezzare l'arte in tutte le sue forme. E più conoscevo, più amavo questo mondo meraviglioso e potente. Finchè un giorno, la mia vita si trasformò grazie ad un incontro speciale, un incontro che ha reso l'arte il vero scopo della mia esistenza... quello con John Keats. Le sue parole hanno trasformato il mio modo di pensare e mi hanno aiutata a superare molti momenti difficili. Quindi, posso dire che l'arte in tutte le sue espressioni è la ragione per cui mi sveglio ogni mattina, è ciò che guida i miei passi e che motiva le mie scelte. E' il fine a cui ho scelto di dedicare tutti i miei sforzi, ed è il vero amore della mia vita.