Confucio: la fedeltà e la sincerità alla base della società

«La Fedeltà e la Sincerità siano i tuoi primi principi». Queste sono le parole di Confucio che, secondo la tradizione, nacque nella città di Zou, nello stato di Lu, in Cina. In origine il suo nome era Kong Qiu e solo in seguito acquisto il titolo di Kong Fuzi, o “maestro Kong”.

Poco si sa della sua vita, tranne che nacque in una famiglia agiata e che da giovane, dopo la morte del padre, lavorò come servo per mantenere la famiglia. Riuscì comunque a trovare il tempo per studiare e divenne amministratore alla corte di Lu, ma quando i governanti ignorarono i suoi suggerimenti, la abbandonò per concentrarsi sull’insegnamento. Come maestro viaggiò per tutto l’impero e alla fine della sua vita ritornò a Zou, dove morì nel 479 a.C.

La fonte principale degli insegnamenti di Confucio di cui disponiamo oggi sono gli Analecta, una raccolta di frammenti scritti e detti redatta dai suoi discepoli. Nonostante si tratti di una serie di aforismi e aneddoti di natura politica, l’utilizzo della parola junzi (gentiluomo) per indicare un uomo superiore, virtuoso, fa capire che l’intento era tanto sociale quanto politico. Il nucleo è infatti un sistema etico completo.

Secondo Confucio, la Fedeltà e la Sincerità si dimostrano nei riti e nelle cerimonie tradizionali. Essi, infatti, sono essenziali per legare un individuo alla comunità. Conoscendo il proprio posto all’interno della società, l’individuo è libero di diventare un uomo virtuoso. Queste qualità in questi scenari rendono visibile la virtù. Essa si rende poi manifesta nel mondo e, di conseguenza, può essere vista dagli altri che, a loro volta, sono trasformati dalla virtù. Quindi Fedeltà e Sincerità hanno il potere di trasformare.

Questi elementi si ravvedono nelle cinque relazioni costanti:

  • Sovrano-Suddito: i governanti devono essere benevoli, i sudditi leali.
  • Padre-Figlio: un genitore deve essere affettuoso, un figlio obbediente.
  • Marito-Moglie: il marito deve essere buono, la moglie comprensiva.
  • Fratello maggiore-Fratello minore: il fratello maggiore deve essere gentile, il minore rispettoso.
  • Amico-Amico: gli amici più vecchi devono essere solleciti, quelli giovani riverenti.

Per Confucio la società può essere cambiata con l’esempio. Egli scrive «La sincerità diventa apparente, diventa manifesta. Dall’essere brillante, influisce sugli altri. Influendo sugli altri li cambia. Cambiati da essa, gli altri si trasformano. Solo chi possiede la sincerità più completa può esistere sotto il Cielo, può trasformare».

Stando agli Analecta, noi uomini saremmo gli agenti che il Cielo ha scelto per incarnare il suo volere e per ricongiungere il mondo con l’ordine morale, un’idea in linea con il pensiero cinese tradizionale.

Confucio riteneva che si può imparare a diventare uomini superiori riconoscendo innanzitutto ciò che non si sa, come esplica il frammento «la vera sapienza è sapere che si sa ciò che si sa e sapere che non si sa ciò che non si sa», e quindi osservando gli altri: se essi manifestano la virtù, cercare di diventare come loro, e se sono inferiori, essere per loro una guida.

La dedizione di Confucio per l’idea di stabilire una società umana lo portò a viaggiare in tutto l’impero per dodici anni allo scopo di insegnare le virtù della fedeltà e della sincerità.

A questo punto è inevitabile aprire una riflessione sulla società contemporanea: nonostante tutto il suo progresso, essa infatti ha dimenticato l’importanza di queste due virtù divenendo, a tutti gli effetti, cinica e spietata. Forse dovremmo ogni tanto guardarci indietro e imparare dai nostri avi alcuni valori che, purtroppo, stiamo per dimenticare o già lo abbiamo fatto.

Niccolò Manai

 

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Niccolò Manai

Sono un ragazzo di 26 anni, curioso e voglioso di imbarcarmi sempre in nuove avventure. Sono laureato in Filosofia e sto intraprendendo un percorso magistrale in Sociologia. Ho una passione irrefrenabile per i videogiochi, fumetti e, ahimè, per la cioccolata.