Breve considerazione quasi apocalittica sulle nuove cuffiette Apple

Quanto sarà? un anno ormai – da più o meno un anno sono in circolazione le nuove ma già vecchie cuffiette Apple, sfornate da quella fucina soverchiante che è diventata la Mela degli iPod. La loro foggia? Sono agevoli, prive di fili, snaturate quasi: della cuffietta tradizionale resta la parte che s’infila nell’orecchio, l’auricolare.

Come si diceva, i fili che collegano l’auricolare ad iPod o Mp3 vari sono spariti – e con essi il fastidio, spesso scivolato in mania, generato da cavi, cavetti aggomitolati nelle tasche di giacche e pantaloni, che da vent’anni mandano fuori di testa i giovani fra i dieci e i trent’anni. Giacomo Leopardi avrebbe detto: ecco le magnifiche sorti e progressive: l’ultimo stadio evolutivo della specie homo, ora vagola e percorre città, montagne, mari, dissimulando alla perfezione ciò che fa: le nuove cuffiette Apple sono in effetti tutto fuorché visibili. Passano inosservate. Esse ci sono, e trasmettono la musica, ma non si vedono. Parlare con qualcuno sarà diverso: d’ora in poi, o fra poco, ci si dovrà chiedere se quel qualcuno sta ascoltando o se gli è impedito farlo per opera di cuffiette così meravigliosamente nascoste da non essere visibili.

Ora, non è che noi si voglia dire che questo è l’ultimo passo in avanti dell’alienazione. Perché bisogna anche smetterla con le considerazioni apocalittiche, bisogna smetterla di fare i vecchi briganti intellettualoidi, bravi solo a scuotere la testa mentre portano avanti le mani per dire no, no a questo scempio, a questa babilonia. Per una volta non si varcherà la linea d’ombra della condanna apocalittica. Le cose vanno così, e a noi piacciono. Le nuove cuffiette non sono nulla di tragico ed anzi, se non costassero così tanto forse le avremmo già comprate. Una cosa però: ci limiteremo – questo sì – a mettere ancora sul tavolo quanto ormai 60 anni fa si chiedeva una grande pensatrice come Hannah Arendt: «Che cosa stiamo facendo?».

 

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Giovanni Fava

21 anni, studente di Storia e Filosofia presso l'Università di Trento. Vitam impendere vero. Buoni libri. Passeggiate in montagna.