Intervista a Giovanna Cristina Vivinetto: la transessualità (si) fa poesia

Non è la prima volta che piccole e grandi rivoluzioni passano attraverso la letteratura e questo è il caso di Dolore minimo, l’ultima raccolta di poesie di Giovanna Cristina Vivinetto, giovane studentessa di Filologia moderna presso l’Università La Sapienza. Il suo libro rappresenta un unicum nel panorama letterario italiano perché per primo affronta il delicato tema della transessualità.

Vivinetto

Dolore minimo contiene una presentazione di Dacia Maraini e una nota finale di Alessandro Fo. [Fonte: www.amazon.it]

Storia di una metamorfosi

Quella che Giovanna mette in versi è la storia della sua metamorfosi. Una metamorfosi dell’identità al tempo stesso dolorosa e necessaria, che l’ha portata a una nuova nascita.

Dolore minimo è stato pubblicato lo scorso aprile dalla casa editrice Interlinea e racconta con delicatezza e dirompente forza poetica la sofferenza di chi non si riconosce nel proprio corpo, il dolore tutt’altro che minimo della divisione tra corpo e anima.

«Non mi sono mai conosciuta

se non nel dolore bambino

di avvertirmi ad un tratto

così divisa. Così tanto

parziale».

Le parole di Giovanna

Abbiamo contattato Giovanna, che gentilmente ha messo a disposizione il suo tempo per una breve intervista per i lettori di Frammenti Rivista.

– Cosa hai provato durante la scrittura di Dolore minimo?

«La scrittura di Dolore minimo è stato un processo liberatorio e terapeutico. Liberatorio perché finalmente trasponevo in versi una verità che, da molto tempo, necessitava di uscir fuori, di venire comunicata al mondo con forza e decisione. Terapeutico perché, attraverso la scrittura, mi sono conosciuta meglio, facendo luce sulle zone d’ombra della mia vita che ancora non avevo rischiarato. Con la poesia ho messo a posto molte cose irrisolte».

– Cosa ti ha lasciato il confronto con tre grandi menti come Franco Buffoni, Alessandro Fo e Dacia Maraini?

«Il confronto con grandissimi maestri della letteratura italiana, Buffoni, Fo e Maraini, è stato ed è un momento estremamente edificante, che mi ha permesso di crescere come scrittrice e, soprattutto, come persona. Abbiamo tanto da imparare da loro: oltre che intellettuali di primo piano, sono delle persone splendide. Contenta di averli nella mia vita: è il miracolo della poesia, quello di creare legami».

Vivinetto

Con Dacia Maraini. Fonte: www.gaypost.it

 

Vivinetto

Con Alessandro Fo. Fonte: www.facebook.com/alessandro.fo

Gli insulti di ProVita Onlus

Il 31 maggio, un mese dopo la pubblicazione del libro, la pagina Facebook di ProVita ha attaccato non solo Giovanna, ma anche il frutto della sua mente e della sua esperienza di vita.

Vivinetto

Il post Facebook di ProVita Onlus che ha attaccato Giovanna

Il post di ProVita nega l’essenza stessa della poesia: essere il linguaggio universale della natura umana. Anche in questo caso la storia insegna: gli antichi greci non vedevano l’orientamento sessuale come un identificatore sociale e ne sapevano qualcosa su come mettere in versi l’amore omoerotico.

Le critiche hanno suscitato le reazioni di Repubblica e Fanpage, ma anche di tantissimi lettori di Giovanna a dimostrazione che il miglior insegnamento che la poesia possa trasmettere è combattere l’odio con l’amore.

Related Post

Condividi:

Sofia Fabrizi

Studentessa di Lettere Moderne presso l'Università di Siena di età sconosciuta ai più (non è gentile chiedere ad una signora). Legata da un indissolubile amor platonico per Giacomo Leopardi, si perde spesso in appassionate invettive in favore della parità di genere. Il suo cuore è diviso tra la natia Umbria, la bella Toscana e una lista infinita di libri da leggere.