La Trieste di Joyce: un itinerario
tra i luoghi dello scrittore

Città di confine, porto chiave dell’Europa Orientale, perla di un impero e terra di uomini coraggiosi che hanno lottato per l’indipendenza: Trieste è uno dei centri più ricchi di arte e di storia del nostro paese. E oltre a ciò è famosa per aver dato i natali a Ettore Schmitz, in arte Italo Svevo, e aver ospitato un altro scrittore di fama mondiale, nonché amico di Svevo: l’irlandese James Joyce.

Durante gli 11 anni di permanenza a Trieste (con parentesi a Roma e in Irlanda), sono molti i luoghi dove Joyce ha vissuto, lavorato e speso il suo tempo libero. Alcuni di questi esistono ancora oggi: un motivo in più per concedersi una gita in questa città straordinaria, dove gli antichi palazzi in stile austroungarico vengono quasi lambiti dalle acque dell’Adriatico, tanto il centro della città si trova vicino al mare.

Nel 1904, anno in cui un poco più che ventenne James Joyce vi si reca per lavoro con la sua giovanissima sposina Nora, Trieste è un vero è proprio caleidoscopio culturale, dove vivono e da dove transitano genti di tutte le etnie e di tutte le lingue, atmosfera che ben si riflette nelle opere dello scrittore, che in gran parte vennero scritte proprio durante gli anni spesi in questa città.

Ecco quindi una serie di punti di interesse legati allo scrittore irlandese, visitabili mentre si fa un giro per questa magnifica cittadina.

Piazza Ponte Rosso, 3

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Al terzo piano di questo palazzo si trova quella che fu la prima dimora dei Joyce a Trieste. Da questo appartamento si vedono la piazza del mercato e il canale, che al tempo era animato dalle barche a vela che portavano le merci dall’Istria e dal Veneto. Lo scrittore e sua moglie si trasferirono qui nel 1905 ma vi abitarono solo per un mese.

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Via Donato Bramante, 4

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Quelli trascorsi in questa casa, dal settembre 1912 al giugno 1915, furono per Joyce anni molto fruttuosi: qui scrisse Giacomo Joyce, concluse Ritratto d’artista da Giovane e iniziò la stesura del dramma Esuli e del suo capolavoro Ulisse. Nel 1914, dopo una serie di esasperanti tentativi andati a vuoto, venne finalmente pubblicato Gente di Dublino.

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Il Caffè Stella Polare, Via Dante Alighieri, 14

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Nonostante le condizioni economiche spesso disperate, Joyce non si faceva mancare nulla. Finita la giornata lavorativa, lo scrittore amava passare il tempo nei numerosi caffè della citta, tra cui il famoso Caffè Stella Polare, ai tempi frequentato dal personale della Berlitz School. Si trova in Via Dante Alighieri 14, che una volta era chiamata Via Sant’Antonio. Qui tra il 1907 e il 1908 James legge a suo fratello Stanislaus dei brani del suo Ritratto dell’artista da giovane, che verrà pubblicato a puntate sul The Egoist tra il 1914 e il 1915. I caffè erano una comodità essenziale per Joyce: uno dei motivi per cui lo scrittore terminò la sua parentesi romana molto prima del previsto fu proprio (a suo dire) la scarsità, sia per numero sia per qualità, dei caffè nella capitale.

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Il Piccolo di Trieste, Piazza Goldoni

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Grazie all’amicizia con l’allora direttore Preziosi, lo scrittore instaurò anche un’importante collaborazione con il quotidiano locale: Il Piccolo di Trieste. Per il giornale Joyce scrisse soprattutto pezzi di attualità e politica, collegando e accomunando la questione irredentista triestina al conflitto anglo-irlandese. In Piazza Goldoni se ne può ancora ammirare la vecchia sede.

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Teatro Verdi, Riva 3 Novembre, 1

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Il teatro era per Joyce una fonte inesauribile di divertimento e ispirazione. Approfittando dei biglietti che riusciva a ottenere gratuitamente dai suoi amici al “Piccolo”, vi si recava il più spesso possibile.

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Arco di Riccardo, Piazza Barbacan

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Si dice che Joyce frequentasse Il Trionfo, la trattoria accanto all’Arco di Riccardo – monumento romano del I sec. D.C.– per bere il suo vino favorito, l’Opollo di Lissa, in compagnia dell’”alta società” triestina: marinai che condividevano la sua passione per le sbronze. È capitato spesso che suo fratello Stanislaus o l’amico Alfonso Francini Bruni dovessero accompagnare a casa quello che sarebbe poi diventato uno dei padri del modernismo e metterlo a letto a forza, ancora delirante per i fumi dell’alcool.

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Statua di Joyce, Via Roma, 16

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Creata dallo scultore triestino Nino Spagnoli e collocata sul ponte nel 2004, in occasione del centenario dell’arrivo di James Joyce a Trieste.

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E per chi avesse voglia di sapere di più sullo scrittore irlandese, è d’obbligo una visita al Joyce Museum, in Via Madonna del Mare 13. Qui, oltre ad alcune edizioni delle opere dell’autore e diversi saggi di critica, sono raccolti: copie digitali di numerosi documenti riguardanti Joyce provenienti dalla Città e dagli archivi statali di Trieste e da collezioni private; 700 immagini storiche di Trieste e Pola su CD (molte con specifici rimandi Joyce); materiali riguardanti la cultura musicale triestina dal 1890 al 1910 (principalmente programmi di concerti); fotocopie di lettere dalla collezione Cornell (Oliver St. John Gogarty, Aunt Josephine, Charles Joyce); materiale riguardante Ezra Pound (fotocopie di articoli da The Dial, The New Freewoman/Egoist, English Review, eccetera).

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Nato nel 1991, laureato in Lingue e Letterature Straniere all'Università degli Studi di Milano. Molte passioni si dividono il mio tempo, ma nessuna riesce a imporsi sulle altre. Su di me, invece, ci riescono benissimo.