tellaro golfo dei poeti

La Liguria che sorride dal Golfo dei Poeti

I paesini della Liguria cominciano rocciosi e impervi, duri, aspri, lontano a ovest sul confine con la Francia. Questi ultimi, e primi, figli dello sposalizio tra il mare e la montagna, si affacciano sull’acqua da altezze vertiginose. Sono strette terre di arrampicatori, che accolgono un turismo parallelo al balneare, quello degli amanti della salita a parete. Finale Ligure è un piccolo borgo di stazioni balneari carissime, che nel paese acciottolato, di vie lunghe e magre e baretti alternativi, ospita molti punti vendita specializzati in articoli da arrampicata. Il paesaggio si distende percorrendo il sorriso storto della regione, fino a toccare quasi la Toscana. Le colline si fanno più placide e sornione e un po’ si allontanano dal mare. Lerici, San Terenzo e Tellaro sono allineate su questa costa curvilinea, in spazi incredibilmente non parcheggiabili, nel Golfo dei Poeti.

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Tra Lerici e San Terenzo le spiagge aspirano ad essere lunghe e larghe, ma le disponibilità della Liguria rimangono limitate. Sono paesini di piccole botteghe e poche case, molte convertite in Airbnb. Rimangono i pescatori, che con i vecchi si assiepano la mattina sul bagnasciuga, e i proprietari di qualche locale che fa una fortuna, con poca fantasia e molti turisti stranieri, e di altri che invece vogliono conservare un po’ di personalità.

Finale Ligure. Fonte: www.mediagold.it

Porti di baracchette a kilometro zero

A Lerici, partendo da piazza Garibaldi e camminando verso il castello di San Giorgio, sul molo, si incontra una fila di baracchette adibite a locali, che trasudano salsedine e sgocciolano mojito. La Baracchetta in particolare, tra le baracchette, ha un piccolo palco seduto sul rilievo alle sue spalle, su cui sudano e vivono bravi musicisti entusiasti. La piattaforma del palco prosegue arrampicandosi in forma di scale, verso la cima dell’altura, verso il castello che domina l’insenatura. Poco più avanti, sempre sul molo, si trova un locale lungo, dai colori chiari e dalle tinte marinare, che ha a che fare con certi turbamenti esistenziali di Zeno. Le colazioni, i pranzi e gli aperitivi sono a kilometro zero, con marmellate e impasti fatti in casa, in cornici di libri e quadretti di foto di mare.

Lerici. Fonte: www.homeaway.it

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Selvaggi e ristoranti

A San Terenzo la spiaggia oggi finisce con una zona di lavori in corso. In quello spazio borderline si sente il vociare di accampati stranieri, che parlano lingue distese, e vocaliche, come la nostra. Hanno buttato le tende, in barba al divieto di campeggiare sui lidi, in zone che non si vedono a causa delle recinzioni per i lavori. Spuntano in paese gli abusivi, scavalcando le recinzioni arancioni, i capelli lunghi e impastati, gli occhi vispi, la vivacità mossa dalla trasgressione. C’è un ristorante a San Terenzo che vanta di essere l’unico a cui i pescatori consegnano pesce fresco: vi si mangia abbondantemente, di sera al buio perché non ci sono luci di fuori, solo piccole candeline il cui raggio d’azione fatica ad arrivare al piatto. Ma è gratuita e ben dispensata la cordialità e la generosità dei ragazzi.

San Terenzo. Fonte: www.velamica.eu

Di poeti e turisti a flotte

«Un nirvana tra mare e cielo, tra le rocce e la montagna verde» (Mario Soldati) è Tellaro, dopo la «calda e azzurra» (Virginia Woolf) Lerici. Nelle mezze stagioni l’aria era invasa dai canti delle donne negli uliveti, e ad appollaiarsi su, accanto all’antico oratorio di Santa Maria in Selàa, lo scrittore poteva ancora respirare la pace del Mediterraneo. «Girate per questi carruggi che sbucano in mare e poi sedetevi in un angolo tra i sassi della riva». Oggi, complice forse l’inserimento tra I borghi più belli d’Italia, Tellaro vede d’estate un trafficare continuo di turisti, nelle spiaggette, e di macchine incastrate sulla strada e tra i pochi parcheggi. Rimane bella, verde, e di piccole calette, amata dai poeti e «poesia scritta sull’acqua»

Tellaro. Fonte: thatsliguria.com

 

Immagine di copertina: Tellaro. Fonte: borghipiubelliditalia.it

 

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Nata a Brescia nel 1993. Laureata in lettere moderne indirizzo arti all'Università di Bergamo, dopo un anno trascorso in Erasmus a Parigi. Appassionata di fotografia, cinema, teatro e arte contemporanea.