Fine 2017: corsa ai ripari per le mete che non erano da perdere

Il 2017 volge al termine, o quasi. C’è solo qualche manciata di settimane per fare quello che, a detta di qualcuno, sarebbe stato importante, imperdibile, doveroso, in questo anno appena trascorso. Ogni testata ha il suo, e si cimenta in liste di buoni propositi, in questa febbre pazza di enumerazioni che ha preso gli ultimi tempi. Sul tavolo mete esotiche e cocktail fantasiosi, accostamenti spigolosi e proposte al limite dell’osceno. All’orizzonte l’unico obiettivo è lo shock, ed è una battaglia senza esclusione di colpi.

Enumerazioni innumerevoli

L’inquadramento è geografico, regionale, nazionale o internazionale. La piega declina i base al gusto dei singoli: gli amanti dell’alcol prediligono il versante cocktail, e si distinguono dai buon gustai in fatto di cibi, dai modaioli sfegatati che parlano solo dell’ultimo accostamento osato, dai viaggiatori incalliti.  A disposizione sul web una varietà infinita di mete: la lista delle dieci migliori cose da vedere in Lombardia nel 2017, dieci cose da fare a Milano nella lista dei buoni propositi, o quelle raggruppate per segno zodiacale.

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Fonte: www.marieclaire.it

Andando con ordine si parte dall’aperitivo

Tra i vari elenchi degli irrinunciabili 2017 c’è il Brescia con il suo pirlo: due/tre parti di vino e una di Campari, con acqua frizzante o seltz. Eterna è la lotta tra Lombardia e Veneto per la paternità: per entrambi l’originale è fatto a casa loro e la differenza è sancita nitidamente dalla papille gustative. È rigorosamente servito in un bicchiere con stelo alto, dalla forma a palloncino.

Per la verità si parla del bianco sporco come originale antenato del pirlo odierno, sulle tavole delle osterie storiche di Brescia già da prima che vi facessero ingresso gli attuali ingredienti Aperol e Campari.

Fonte: www.ilpirlo.com

A pié pari si salta all’estate

Seguendo l’indiscutibile autorità di MarieClaire, la Calabria assurge a meta numero uno per le vacanze estive. Smarcandosi dalla Puglia perla del National Geographic e dalla Sicilia di Roberto Vecchioni, la Calabria recupera punti, conditi di paesaggi che aggrediscono la vista ma soprattutto di prelibatezze che seducono il palato.

Bergamotto di Calabria, liquirizia di Rossano, cipolla rossa di Tropea e soppressata di Calabria: i quattro punti cardinali per orientare un itinerario del gusto fra alcune mete nella punta dello Stivale.

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Fonte: www.soveratoweb.com

Gli intramontabili in Penisola

Rimangono, eternamente cliccate sul web, le tappe che sono un must tutto italiano. Accanto alle tradizionali, si trovano citate alcune chicche originali, gustose per i palati più sopraffini. Santo Stefano di Sessanio è incastrato nell’entroterra abruzzese, rivitalizzato da un turismo nuovo, che mira alla valorizzazione del territorio.

Nel parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, a 1250 metri sul livello del mare, sopravvive un borgo solitario, fin dai tempi dell’incastellamento, in pieno Medioevo, corroso ma non distrutto. Lo incornicia un perimetro murario fortificato, che ben si sposa con le rotondità del territorio.

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Fonte: www.turismo.it

Riconquistando il nord

Alzandosi di quota e di latitudine si incontra una delle citatissime perle dolomitiche: Braies in Val Pusterla, nel Parco Naturale di Fanes-Senes-Braies, nella provincia autonoma di Bolzano. Tra quelli dolomitici il lago vanta il primato di essere uno dei più grandi e profondi. Locus amoenus di prim’ordine e set cinematografico, oltre che paradiso per le famiglie, il lago incuneato tra le montagne offre le possibilità di svago più diverse.

Smeraldo d’estate, bianco neve d’inverno, avviluppa e custodisce, secondo la leggenda, un antichissimo tesoro di selvaggi, che per sottrarlo agli appetiti voraci dei pastori della valle, lo consegnarono alle sue acque insondabili.

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Fonte: viaggi.corriere.it

Numerose altre ricchezze da sollecitare

La lista di mete rimane aperta, troppe le località più o meno ripassate buone per solleticare la curiosità di turisti ormai insaziabili. Piscinas con le sue suggestive dune di sabbia, pennellate di giallo ocra e modellate dal maestrale, nel comune di Argus in Sardegna. Pitigliano nella campagna maremmana, borgo toscano popolato di trattorie, cantine e botteghe.

Alagna guarda la vallata ai piedi del Monte Rosa. In Valsesia, provincia di Vercelli, è punto di riferimento per lo sci fuoripista. Tocca la Svizzera su un lato ed è graffiata da una vegetazione aspra e selvaggia, liminare. Crollando in latitudine è da citare Camogli, il paesino ligure del mare d’inverno, del pesce fresco, delle atmosfere surreali.

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Fonte: www.sardegnaturismo.it

 

 

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Nata a Brescia nel 1993. Laureata in lettere moderne indirizzo arti all’Università di Bergamo, dopo un anno trascorso in Erasmus a Parigi. Appassionata di fotografia, cinema, teatro e arte contemporanea.