Il misterioso caso del “fotografo” di guerra Eduardo Martins

Il fotografo Eduardo Martins è un fotoreporter sulla scena di guerra, come siamo abituati a immaginarceli. Il suo lavoro è apparso su importanti filiali e agenzie internazionali come Getty Images, The Wall Street Journal, Vice e vanta un’intervista alla BBC brasiliana. Tra i suoi viaggi ci sono Mosul in Iraq, la città siriana di Raqqa sotto il controllo del cosiddetto stato islamico (IS), la Striscia di Gaza e altri luoghi sparsi nell’Africa centrale. Eduardo Martins ama fondamentalmente due cose: godere del surf quando ha tempo tra una foto e l’altra e condividere tutti gli scorci della sua vita con i suoi quasi 125.000 seguaci.

Peccato che Eduardo Martins non esista. Fa parte dei personaggi inventati grazie a pochi semplici elementi: uno schermo, una tastiera e un banalissimo programma per modificare le immagini.

Non è certo una novità. In piena era dell’informazione la parola fake è stata inserita in tutti i dizionari più aggiornati, con particolare riferimento alle informazioni diffuse mediante la rete. Fake sono diventate le notizie, le storie, a volte anche gli scenari che le circondano. Nell’incertezza lo spettatore si trova a ingurgitare un’innumerevole serie di interpretazioni e intanto anche le persone diventano fake.

Eduardo Martins

I primi di settembre la BBC brasiliana dà la notizia: il presunto fotografo Eduardo Martins ha, per anni, convinto giornalisti, redattori di immagini e clienti affezionati della rete nel suo inganno. Dopo vari sospetti, le investigazioni portano a un relazione che comprende ogni particolare della sua vicenda (inventata) e svela l’identità di un surfista britannico.

Elogiato per il suo lavoro, il surfista britannico spiccava per i suoi lavori coraggiosi. La sua storia personale struggente, con una leucemia alle spalle, rendeva il suo lavoro ancora più compassionevole. A Gaza, in Iraq e poi in Siria, a ritrarsi, con un selfie davanti alle macerie di Aleppo. Secondo le interviste lo stesso Martins sostiene di aver cambiato la sua vita nel 2015, dopo aver combattuto la malattia, quando ha deciso di accompagnare l’esercito siriano per alcune settimane nella lotta contro il presidente Bashar al-Assad. «È stata un’esperienza molto intensa, ed è stato allora che sono diventato fotografo di zone di conflitto».

Tutto condito con gran rigore, interveniva facendo piccole modifiche alle immagini di cui si appropriava: inverte le fotografie e le taglia per eludere il software che scansiona le immagini per identificare plagio.

Eduardo Martins

Martins è riuscito per anni a sconfiggere il trucco di ricerca. In questo modo, poteva ignorare ogni tipo di controllo. Ma ciò non è bastato, le descrizioni delle immagini inaccurate, i riscontri con altri fotografi brasiliani hanno iniziato a dare i primi segnali di allerta fino allo smascheramento.

Dopo aver effettuato ricerche di Google, la BBC Brazil ha scoperto che Martins aveva estratto foto provenienti da più fonti. Buona parte delle immagini sono accreditate al fotografo, realmente esistente e attivo da anni, Daniel C. Britt.

Eduardo Martins

L’agenzia Getty Images ha cancellato le foto di Martins, rilasciando la seguente dichiarazione in una e-mail al Guardian:

Eduardo Martins è stato identificato come collaboratore e fornitore di contenuti per uno dei nostri partner che è già stato informato su questa infrazione. Mentre lavoriamo insieme a tutti i nostri servizi interni per chiarire urgentemente questo problema, stiamo rimuovendo tutto il materiale coinvolto.

La storia del presunto Eduardo Martins non ci dovrebbe stupire e non dovrebbe far perdere la credibilità al lavoro documentario prodotto con costanza e passione. L’unico pericolo a cui dobbiamo stare attenti sono le notizie last minute. In alcuni casi diventa più una notizia da cibo spazzatura. Prendere insomma il giusto tempo per capire. Il metabolismo di digestione delle informazioni si è velocizzato e tutto può diventare falsamente vero. Dotata del giusto peso, la notizia, può fare il giro del mondo e sta alla nostra curiosità indagare le realtà e scegliere la velocità con cui digerirle e comprenderle. 

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Fausta Riva nasce in Brianza, il 7 novembre 1990. Il suo intento, quello di accostare la visione fotografica a quella geografica, cercando un modo per spiegare il mondo, per capirlo. Fausta Riva nasce sognatrice, esploratrice dell’ordinario. Ama le poesie, ama perdersi e lasciarsi ispirare.