Oscar 2018: «La forma dell’acqua» è miglior film

Dopo il terribile e tragicomico scivolone che aveva assegnato erroneamente l’oscar come miglior film A La La Land invece che a Moonlight, torna a presentare la 90ª edizione della Cerimonia dei Premi Oscar sull’ambito palco del Dolby Theatre di Los Angeles l’attore Jimmy Kinnel.

Abiti dai colori sgargianti, tanto oro e milioni di cristalli Swarovski a costellare il palco per una cerimonia all’insegna dell’Amore – «Blessed be the mystery of love» recita Mystery of Love di Sufjan Stevens, tra le nominate come miglior canzone. «Aprite il vostro cuore ai sentimenti» è inoltre l’appello di Daniela Vega, prima transgender della storia a presentare un premio durante la cerimonia.

Una conduzione molto sobria quella di Kinnel, che forse non ha saputo lasciare il segno in una serata comunque animata da un’improvvisa e divertente irruzione che ha compiuto in una vicina sala cinematografica con snack, caramelle e hot dog accompagnato da un gruppo di grandi attori capitanato da niente di meno che Gal Gadot, Armie Hammer, Margot Robbie, Emily Blunt e Lupita Nyong’o.

Se Coco (2017), miglior film d’animazione, rappresenta motivo di orgoglio per il Sud America – «grazie a tutti i messicani»- , James Ivory, candidato più anziano e vincitore per la miglior sceneggiatura non originale di Chiamami con il tuo nome, tratta dall’omonimo romanzo di André Aciman, conquista la scena dichiarando «Quando ho visto il film di Guadagnino ci sono rimasto male per clausola che vietava il nudo frontale. La nudità è un dato di fatto, non bisogna avere paura a mostrarla» . Per Chiamami con il tuo nome Ivory, che negli anni ’80 in Camera con vista (1986) non aveva esitato a mostrare corpi nudi di uomini, ha realizzato una sceneggiatura molto coraggiosa, dove non c’è un personaggio considerato cattivo, ha dato al film quel tono di grazia e leggerezza che lo ha fatto amare a tutti, non è infatti necessario l’odio per amare.

Oscar

Chiamami con il tuo nome di Luca Guadagnino

Come ci si aspettava, gli Oscar hanno dedicato uno spazio anche ai movimenti #MeToo e #Timesup: un omaggio a quegli spiriti forti che parlano di eguaglianza in un campo che deve diventare più curioso e libero dagli stereotipi. «Siamo gli interpreti dei sogni, abbiamo il compito di rendere omaggio a tutto ciò che è Bello e Amore, il cinema è la possibilità di vedersi sullo schermo come non ci siamo mai visti».

Oscar

Greta Gerwig è la quinta donna nominata per il premio alla regia – fonte: www.gioia.it

Greta Gerwig rappresenta la quinta donna, dopo precedenti illustri come Lina Wertmuller, Jane Campion  Sofia Coppola e Kathryn Bigelow, nominata per il premio alla regia con Lady Bird, ma è Guillermo del Toro a vincere con La forma dell’acqua, un film di genere trasformato in un grande film d’amore che parla a tutti.

Come da previsione, hanno vinto i grandi favoriti della vigilia: La forma dell’acqua trionfa anche come miglior film, annunciato ancora una volta da Warren Beatty e Faye Dunaway. Del Toro chiude lanciando un’importante sfida ai giovani registi di oggi «Usate i vostri sogni per parlare delle storie reali di questo mondo».

Oscar

La forma dell’acqua di Guillermo del Toro vince come miglior film agli Oscar 2018

Anche se Armie Hammer e Timothée Chalamet, 22 anni, l’attore più giovane ad essere candidato nella categoria miglior protagonista, hanno sicuramente conquistato il red carpet e il pubblico degli Oscar con il loro fascino e simpatia, grande è la delusione per Luca Guadagnino e Chiamami con il tuo nome, un film perfetto che è partito dagli splendidi colori del nostro Paese per parlare d’amore al mondo intero.

Tutti i vincitori:

Miglior film: La forma dell’acqua

Miglior regia: Guillermo del Toro per La forma dell’acqua

Miglior attore protagonista: Gary Oldman per L’ora più buia

Miglior attrice protagonista: Frances McDormand per Tre manifesti a Ebbing, Missouri 

Miglior attore non protagonista: Sam Rockwell per Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Miglior attrice non protagonista: Allison Janney per Io, Tonya 

Miglior film d’animazione: Coco

Miglior documentario: Icarus 

Miglior film straniero: A Fantastic Woman

Miglior sceneggiatura originale: Get Out 

Miglior cortometraggio documentario: Heaven is a Traffic Jam on the 405

Miglior canzone:Remember me”, Coco

Miglior sceneggiatura non originaleChiamami col tuo nome 

Migliori costumi: Il filo nascosto

Miglior trucco e acconciature: L’ora più buia

Migliore scenografia: La forma dell’acqua

Miglior cortometraggio: The Silent Child

Miglior montaggio sonoro (“sound mixing”): Dunkirk

Miglior effetti speciali (“visual effects”): Blade Runner 2049

Miglior fotografia: Blade Runner 2049

Miglior sonoro (“sound editing”): Dunkirk

Miglior cortometraggio animato: Dear Basketball 

Miglior colonna sonora originale: La forma dell’acqua

Miglior montaggio: Dunkirk

Related Post

Condividi:

Valentina Cognini

Nata a Verona 22 anni fa, ancorata alle sue radici marchigiane, in sintonia con il sentire del conterraneo Giacomo Leopardi. Affetta da sempre dalla sindrome dell'ebreo errante di Kafka e Chagall, ha vissuto tra Venezia e Parigi, sulle tracce della "Génération perdue" di Ernest Hemingway e Gertrude Stein. Dopo uno stage al Museo del Louvre, ora la Pinacoteca di Brera è la sua nuova avventura. Laureata in Conservazione dei Beni Culturali, fa la pace con il mondo quando va a cavallo e quando disquisisce con il suo cane.