Patrick Melrose

Patrick Melrose: dall’abisso alla redenzione con Benedict Cumberbatch

Scritta da David Nicholls e tratta dalla saga de I Melrose, un serie di racconti semi autobiografici di Edward St. Aubyn, ha preso il via lunedì 9 luglio su Sky Atlantic, il canale della piattaforma Sky dedicato alle serie tv, Patrick Melrose, che in cinque puntate entrerà nella psicologia e nella vita del personaggio eponimo, ritratto da Benedict Cumberbatch

«Patrick Melrose»: un Amleto sull’eroina

Questa la definizione che il Guardian ha dato della serie, adattamento per la televisione dei cinque romanzi che costituiscono il ciclo dedicato dall’autore St. Aubyn al personaggio di Patrick Melrose, eccentrico benestante inglese che, sin dalle prime scene del pilot, si trova a dover fronteggiare un evento traumatico: la perdita del padre (Hugo Weaving).

Da subito lo spettatore è catapultato nella girandola della perdizione della mente del protagonista: dopo le telefonata che, da New York, comunica a Patrick la dipartita del genitore, infatti, si inizia subito ad entrare nel vivo del personaggio, reso magistralmente dall’interpretazione sopra le righe, ma mai finta o forzata, dell’attore inglese, già noto al grande pubblico per i personaggi di Sherlock Holmes nell’omonima serie Bbc e del dottor Stephen Strange per i Marvel Studios.  In bilico tra un sentimento di avversione verso il padre – i cui motivi verranno sicuramente rivelati nel corso della serie – e i suoi doveri di figlio, Patrick si imbottisce di Valium e Quaalude e vola negli States, deciso a riportare nel Regno Unito le ceneri del padre, promettendo a se stesso ed alla fidanzata di non fare uso di droghe una volta oltreoceano. 

Patrick Melrose

Scrittura brillante e fotografia ad hoc

Il personaggio di Patrick, fulcro della serie, si esprime in modo sboccato, gesticola, è nervoso quando in astinenza, si caccia in situazioni pericolose per avere una dose che si inietta in vena sul pavimento della sua lussuosa suite newyorkese al 33° piano di un hotel a cinque stelle; nel mentre, lo spettatore assiste alla dicotomia tra quello che il protagonista esprime e quello che pensa, sorridendo di fronte al black humor di cui Nicholls, l’autore della serie, fa ampio uso; la scrittura, in generale, è brillante, realistica, graffiante e, a volte, politically incorrect, soprattutto quando l’argomento di conversazione, intorno al tavolo di un club esclusivo, sono Melrose padre e le sue “prodezze”.

Alternando piani narrativi differentishiftando tra il presente ed il passato, lo spettatore inizia ad entrare nel vivo della vicenda biografica del protagonista, il cui rapporto col padre è già evidentemente malato sin dall’infanzia. Con un sapiente uso delle gelatine, la fotografia rievoca l’immaginario della decade in cui si ambienta la vicenda: dai toni aranciati delle scene del passato di Patrick nella campagna francese alla psichedelia della Grande Mela degli anni ’80, il regista Edward Berger connota anche in questo senso le sue scelte e aiuta lo spettatore ad immergersi sempre più profondamente in un preciso ambiente, che a sua volta riflette un’atmosfera ed un’attitudine del protagonista. 

Patrick Melrose

Dall’abisso alla redenzione

Patrick Melrose è dunque la storia di un uomo complesso, sul crinale della perdizione, traumatizzato e tormentato da un passato pieno di demoni; seguendo la storia del protagonista dagli anni ’80 fino ai primi anni 2000, la serie inscena le vicende di un personaggio in fuga dai suoi ricordi, perso nelle sue dipendenze ma, comunque, volenteroso di uscire dal circolo del vizio e di tornare a vivere, nonostante la sua infanzia difficile. 

Patrick Melrose

Foto: Ufficio stampa Sky Italia

 

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23 anni, laureata a pieni voti in Lettere Classiche alla Statale di Milano, amante della grecità antica e moderna spera, un giorno, di poter coronare il suo sogno e di vivere in terra ellenica.