Personal Shopper: aspettando un segno

Esiste l’aldilà? Possiamo metterci in contatto con gli spiriti? In che modo? Con Personal Shopper, il regista Assayas, cerca di dare la sua interpretazione su questi temi. In un mondo digitalizzato come il nostro, spiritualità e tecnologia si incontrano dando un nuovo significato al piano mistico senza mai toccare l’ambito religioso.

Personal Shopper

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Tra superficialità e spiritismo

Maureen, interpretata da Kristen Stewart, è una personal shopper, ovvero compra vestiti per una ricchissima e insopportabile celebrità che non ha tempo di fare compere. Maureen però non fa solo questo nella vita: è anche una medium.

Morto da poco suo fratello gemello per una malformazione congenita al cuore, patologia che ha anche lei, Maureen aspetta incessantemente un segno dall’aldilà dal fratello che sembra non arrivare mai.

Un giorno Maureen riceve un SMS da uno sconosciuto. Sarà suo fratello o uno stalker?

Personal Shopper

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La ricerca della propria identità

Il film tocca molte tematiche: la paura della protagonista difronte a situazioni sia soprannaturali che reali, la sua frustrazione per un lavoro senza senso e la sensualità che spicca in molte occasioni. Maureen infatti, nonostante sia una ragazza trasandata, approfitta più volte della sua situazione per provare i costosi vestiti della sua cliente: il gusto per il proibito e una sensazione di voyeurismo dovuto ai messaggi dello sconosciuto, che intuirà non essere del fratello, rendono il personaggio ricco di sfaccettature. Impaurita, ma audace. Androgina, ma sensuale. In cerca di risposte che forse non arriveranno mai.

Maureen è una ragazza in cerca di sé stessa: rifiuta il mondo vuoto della celebrità per cui lavora, ma allo stesso tempo ne è attratta. Ha contatti con gli spiriti, ma non sa se esiste un aldilà. Non vuole scrivere allo sconosciuto, però lo fa. Le contraddizioni fanno di questo personaggio una persona reale che continua a cercare la sua strada e la sua identità.

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R u real?

Molto forte è la presenza della tecnologia in particolare dello smartphone della protagonista ormai ossessionata dai messaggi dello sconosciuto che la spingono ad indagare su sé stessa. Chi è lei? Di cosa ha paura? Cosa sta cercando? E ancora: può un fantasma, in un mondo così digitalizzato mettersi in contatto con mezzi così moderni?

Sconcertante è il finale di questo thriller psicologico nel quale cade la quarta parete e Maureen farà allo spettatore stesso una domanda. Saprete rispondere?

Personal Shopper è stato molto criticato sia dalla critica che dal pubblico, anche se è stato vincitore a Cannes come miglior regia e Kristen Stewart all’Oaxaca Film Fest ha vinto il premio di miglior attrice. La pellicola non piacerà a tutti ma, senza dubbio, Personal Shopper è un film da guardare e interpretare e terrà lo spettatore con il dubbio su cosa sia reale e cosa non lo sia fino alla fine.

 

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Azzurra Bergamo

Classe 1991. Laureata in Lettere e in Editoria e Giornalismo. Naturalizzata veronese, sogna un mondo dove la percentuale dei lettori tocchi il 99%.