Più hard e meno hardcore: il porno etico è eccitante e giusto

Attorno all’industria del sesso gravitano atmosfere più e meno plasticose e patinate. Il porno anni duemila era cavalcato da professionisti dai corpi di marmo, impegnati in performance poco gridate e sudate, molto costruite. Agli spettatori di oggi servono accoppiamenti veri, di corpi comuni e diversi, che stuzzicano i sensi molto più delle performance preconfezionate.

Ma ancora si finge, pur dichiarando la realtà: Hot girls wanted è un recente documentario Netflix che racconta la pornografia adulta giovanile, pubblicato il 29 maggio 2015 e diretto da Jill Bauer e Ronna Gradus. Si muove tra atmosfere tristemente note, toccando le vite di ragazzine adescate con imbrogli e false promesse e poi costrette a pratiche estreme ed umilianti.

ABC del porno etico

Il porno etico dovrebbe essere eticamente corretto, garantire adeguate condizioni lavorative ed esigere il consenso delle parti, rispettarne i diritti e offrire loro un giusto compenso. Il porno equo dovrebbe essere equilibrato nella scelta dei suoi attori: ingaggiare rappresentanti di un’umanità varia, senza discriminazioni né esclusioni. Gli attori poi devono avere più di diciotto anni e devono essere messi nelle condizioni per valutare coscientemente quello che stanno facendo e perché, potendo anche scegliere con chi.

Chiudere con le critiche e avanzare proposte: questa è la logica che muove la nascita del porno etico. Sbaraccare il porno non si può, perché risponde a bisogni reali, che per vie lecite o illecite comunque verrebbero soddisfatti. Renderlo migliore si può, più attento alla sensibilità moderna, soprattutto in relazione ai temi della donna e dello straniero.

Fonte: pcgamesn.com

Senza barriere

La tradizionale impostazione del porno deriva dai suoi burattinai: registi, sceneggiatori e produttori  sono sempre stati prevalentemente uomini e hanno piegato la struttura alle preferenze della loro sessualità. Il passo è breve a scadere negli abusi e nella non ribaltabile sottomissione femminile. Oggi i porno li guardano anche le donne, dismessa la veste delle angeliche sentimentali. È in atto una nuova rivoluzione sessuale, ed è necessario iniziare a far godere tutti, indistintamente, e a rappresentare il punto di vista di tutti, indistintamente. Un’esigenza di uguaglianza che parte da un nuovo settore della vita privata.

La nuova logica del porno non si scarica nel semplice rispetto di regole e diritti, comunque indispensabile. L’ethical porn non crea bisogni presunti per i suoi prodotti, ma modella il prodotto sulle esigenze del consumatore, di tutti i potenziali. Si fa leva sul fatto che la cosa più eccitante è vedere un possibile sé nell’atto di qualcosa che vorrebbe fare. Porno che si differenziano allora per protagonisti e tematiche, che percorrono strade diverse, dei corpi e degli spiriti. Varcano confini reali, cavalcando voglie vere, di persone curiose, e imperfette.

Fonte: TechMovs – Blogger.com

Fuori dalla logica maschilista

La differenza rispetto ai tradizionali porno, in cui dominano primi piani di parti intime e liquidi che invadono lo schermo, è il lavoro sull’ambientazione, sull’intreccio, su dettagli di tecnica e di drammatizzazione che rendono più umano, più vero, più coinvolgente l’intersecarsi dei corpi. Dalla sequenza tradizionale del porno di improntazione più maschilista, che si chiude spesso con un atto di sottomissione da parte della donna, schizzata di sperma senza preavviso e contro la sua volontà, si apre la possibilità di un tracciato altro.

Dalle categorie, degli amatoriali, dei ciccioni, delle tette grosse, si passa a una categorizzazione non funzionale ad appagare gli appetiti del maschio dominante, ma che vuole solo dimostrare l’esistenza di appetiti diversi, per persone diverse. Il principio del porno etico arriva dall’estero, come molte buone cose. Sondando la rete, cinque sono i siti più quotati che propongono una versione innovativa di piacere digitale.

Porno femminista, sculacciate e film queer

Bright Desire indaga l’intimità, e si dichiara «una celebrazione del sesso» a mostrare «l’intimità, il piacere, la vera connessione». Per alcuni quello che manca nei porno e che genera il coinvolgimento è la vicinanza ai personaggi, che se conoscono e provano affetto verso la parte, sono anche più partecipi dell’atto. Sul versante opposto quelli che amano e cercano il sesso freddo e finto e anonimo, perché è una disumanità che li eccita. Bright Desire è però un sito di porno femminista per tutti i sessi e tutti gli orientamenti. Il porno che propone è rivisitato, artistico e positivo.

Dreams of Spanking risponde a fantasie più barbare e maschie. Sculacciate ininterrotte, ma preventivamente consentite. Un accento britannico addosso a uomini pelosi che maneggiano corde. Largo ai queer su Pink & White production, che lascivo si insinua in tutte le pieghe della sessualità. Film queer e femministi si trovano anche su Pink Label. Buone potenzialità e continuo aggiornamento per O’actually, in cui a dominare sono ancora piacere e orgasmi.

Fonte. www.citypaper.com

Sesso e non porno, e ricavato in beneficenza

Make Love Not Porn traccia un netto distinguo tra porno e sesso nella vita reale. La piattaforma si nutre di video caricati dagli utenti, a cui va il 50% del ricavato. Al primo posto come porno di qualità si attesta Joybear: la piattaforma è britannica e supporta registi inglesi. Quando, spesso, l’educazione sessuale non basta, ci sono piattaforme che propongono video educativi sul “come fare”, che si accompagnano a filmati professionali ed amatoriali. I Feminist Porn Awards, oltre a quanto sopra citato, si occupano anche di premiare i film che rispettano i criteri dell’ethical porn.

Piccoli film erotici sono anche quelli modellati dalla pornostar svedese Erika Lust sulle fantasie inviatele dai suoi utenti su XConfession. L’artista gestisce anche Lust Cinema, raccolta di film di più di cinquanta registi. Iniziativa d’altro genere ma ugualmente impegnata è quella di Come4.org, una piattaforma creata da Marco Annoni e Riccardo Zilli, che fa leva sull’attenzione mai fiacca che i consumatori, indipendentemente da possibili crisi economiche, riservano al porno. Ognuno può caricare video amatoriali, foto e qualsiasi tipologia di contenuto attinente. Il ricavato viene devoluto in beneficenza, alla causa più sentita.

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Piacere più vero, intenso, che pizzica le corde emotive e fa fremere la curiosità. Sesso più umano e più vario, meno di plastica e che soddisfa tutti. Un’offerta che ascolta il consumatore come singolo e come gruppo, in prospettiva di un porno più libero e giusto, più sano e meno censurato, più natura e meno taboo.

Fonte: filmdaily.co

 

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Nata a Brescia nel 1993. Laureata in lettere moderne indirizzo arti all'Università di Bergamo, dopo un anno trascorso in Erasmus a Parigi. Appassionata di fotografia, cinema, teatro e arte contemporanea.