“Queen in 3-D”: i Queen come non li avete mai visti

«La musica dei Queen ha attraversato ogni barriera di età, razza, colore e religione fin dal nostro primo incontro, intorno al 1970, quando decidemmo, precocemente, che avremmo cambiato il mondo! Sono fiero dei nostri sforzi, e spero che questo libro trasmetta parte di quelle belle sensazioni che noi stessi abbiamo provato mentre tutto ciò accadeva. Avete visto tutti i Queen dall’esterno. Ora godeteveli dall’interno, in 3-D». Brian May, dalla prefazione del libro.

Eh sì, avete letto bene. Stiamo parlando dei Queen e questo non è l’ennesimo libro sulla rock band di fama mondiale che ha cambiato la storia della musica. Primo perché è scritto direttamente da Brian May, senza aver coinvolto nessun ghost writer, secondo perché raccoglie più di 300 immagini inedite. E non si tratta di semplici fotografie che ritraggono Freddie Mercury, Roger Taylor, John Deacon e Brian durante la loro carriera e i numerosi tour in giro per il mondo: sono stereofoto realizzate per lo più da Brian stesso con le sue fotocamere stereoscopiche. Queste illustrazioni 3-D riprodotte nel libro sono visionabili grazie a uno strumento, il visore stereoscopico OWL, ideato e brevettato da Brian May, incluso nel cofanetto del volume.

«Per ottenere una vera e propria visione stereoscopica occorrono due immagini del soggetto riprese in modo che la prospettiva dei due punti di vista sia il più possibile simile a quella degli occhi umani, considerando che la distanza media tra le pupille dei due occhi è di 65 mm» (Donato Consonni, “Il grande libro delle fotocamere Ferrania”). L’intuizione che la stereopsi, ossia questo meccanismo umano naturale, potesse essere riprodotta artificialmente fu di Charles Wheatstone che nella prima metà dell’Ottocento inventò lo stereoscopio, usandolo con disegni realizzati da due visuali differenti, in quanto la fotografia stava per essere inventata proprio in quel periodo.

Ma a cosa si deve la passione di Brian May per la stereofotografia? Come racconta lui stesso nel libro, la “folgorazione” arrivò quando aveva 12 anni. Il tutto nacque da una scatola di cereali Weetabix che conteneva una cartolina con due foto quasi identiche di animali e l’offerta per ricevere un visore Vistascreen per poterle ammirare in 3-D. Da lì in poi, l’entusiasmo e l’interesse per la stereofotografia crebbe con lui. Brian acquistò la prima stereocamera 35 mm nel ’74, durante il primo tour dei Queen negli USA, e da allora non ha più potuto fare a meno di questi dispositivi, immortalando in maniera originale e suggestiva quasi 50 anni di storia della band. Dal 2006 dirige inoltre The London Stereoscopic Company, editrice del libro.

Queen in 3-D

Foto di Neal Preston, Morumbi Stadium, 1981

Il libro uscirà per il mercato italiano il prossimo 6 ottobre edito da Edel Italy ed è prenotabile qui.

Queen in 3-D

Il contenuto del cofanetto Queen in 3-D

Come nel caso del libro sulla Red Special di Brian May, anche per parlare di Queen in 3-D ci avvaliamo della collaborazione della preziosissima Raffaella Rolla, colei che ne ha curato la traduzione italiana ed è citata nel video di Brian come «la mia meravigliosa amica Raffa».

Ciao Raffaella e grazie ancora per essere sempre così disponibile con noi. Già dalla scorsa intervista sappiamo del tuo legame con i Queen e con Brian May in particolare. Lo conosciamo come musicista, astrofisico, filosofo, scrittore e stereofotografo… Un cultore dell’arte e della scienza, un uomo poliedrico. Ho come l’impressione che non si riesca a sapere veramente tutto su di lui… Queen in 3-D è stato definito “la cosa più simile a un’autobiografia che May abbia scritto”. C’è una “nuova” parte di Brian e degli altri componenti della band che traspare dalle righe del libro, che ancora non era emersa?

Sono stati scritti moltissimi libri sui Queen nel corso degli anni, ma nessuno finora è mai stato scritto in prima persona da un membro fondatore e componente della band. In questo libro ci sono foto scattate nel backstage o in momenti di relax e di vita privata, e a questi scatti sono legati altrettanti racconti e aneddoti. Tutte cose che solo chi ha vissuto quei momenti e quelle situazioni può sapere. E non si tratta di gossip o di episodi scandalistici, sono semplici scene di vita quotidiana, di un proprio vissuto. È una visione non solo a 360°, ma a raggi X, del mondo Queen!

Queen in 3-D

Brian May mostra la versione italiana di Queen in 3-D

Queen in 3-D rappresenta un vero e proprio tuffo nel passato della storia dei Queen e della vita di Brian. Avendo avuto l’opportunità di tradurlo, c’è un episodio in particolare che più ti ha colpito? Un aneddoto che non conoscevi legato a una stereofoto ad esempio?

Io ho apprezzato il libro nell’insieme, perché condensa in modo efficace la storia della band dagli inizi al presente, ma ancora di più perché è appassionante vedere questi ricordi che riaffiorano e fluiscono, foto dopo foto, in uno “stream of consciousness” joyciano. Qui sono racchiusi i molteplici aspetti del Dr May: l’uomo, l’artista, il figlio, il padre di famiglia. Le foto che mi hanno più colpito infatti sono state quelle personali: quando ad esempio si presentò con la sua prima macchina importante a casa dei suoi genitori per dimostrare che scegliere la strada della musica e rinunciare alla carriera accademica non era stata una scelta azzardata, oppure quando racconta della sua gatta Squeaky, di come l’ha salvata e si è preso cura di lei e delle promesse che le ha fatto. Ma ce ne sarebbero tanti altri.

Il progetto di questo libro è durato ben tre anni. Brian si aspettava di avere così tanto materiale a disposizione?

Ci sono voluti tre anni per realizzare questo libro sia perché Brian è sempre molto impegnato e non può dedicarsi esclusivamente a un solo progetto, sia perché non è stato semplice selezionare le foto da pubblicare. Ne ha raccolte talmente tante in tutti questi anni e sono certa che ci sarebbe del materiale sufficiente per almeno un altro volume, se solo volesse realizzarlo! Ma non credo che al momento il Dr May abbia in mente un’altra impresa titanica di questo genere. Tuttavia è un uomo imprevedibile, sempre attivo e “multi-tasking” se così vogliamo definirlo. E una delle sue doti principali è di riuscire a lavorare a più progetti contemporaneamente e a portarli al termine in modo egregio.

Queen in 3-D

Fan accaniti o meno a parte, chi non dovrebbe fare a meno di avere l’elegante cofanetto Queen in 3-D sul comodino?

È un libro interessante sotto molti punti di vista, non è rivolto solo ai fan o a agli appassionati di fotografia, è decisamente un libro per tutti. Brian introduce al magico mondo della stereoscopia e, spiegando in parole semplici, coinvolge il lettore in questa sua passione. Non è certo un libro noioso e anzi, non vedi l’ora di passare alla foto successiva e a sentire il suo racconto. D’altronde Brian riesce sempre a rendere interessante tutto ciò che fa, ci mette il cuore, e questo traspare dalla sua musica, dalle sue foto, dalle sue parole.

CURIOSITÀ. La scheda degli Accessori per Fotografia Stereoscopica scritta da Donato Consonni, di cui abbiamo fornito il link, riguarda la fotocamera Condor, prodotta da Ferrania con le Officine Galileo, tra gli anni 1947 e 1952. La fabbrica Ferrania sarà protagonista di un nostro articolo nei prossimi mesi, in occasione dell’apertura del Ferrania Film Museum a Cairo Montenotte (SV). Ringraziamo Alessandro Bechis, collaboratore in ricerca e divulgazione del museo.

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Lorena Nasi

Grafica pubblicitaria da 20 anni per un incidente di percorso, illustratrice autodidatta, malata di fotografia, infima microstocker, maniaca compulsiva della scrittura. Sta cercando ancora di capire quale cosa le riesca peggio. Ama la cultura e l'arte in tutte le sue forme e tenta continuamente di contagiare il prossimo con questa follia.