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TOdays Festival 2018: a Torino torna la voglia di osare

Giunge alla sua quarta edizione il festival torinese TOdays, ormai punto di riferimento della musica internazionale e fiore all’occhiello di una città che si dimostra aperta al cambiamento.

TOdays, infatti, porta già nel suo nome la volontà di focalizzarsi sull’oggi, sul momento, sull’occasione da cogliere, senza rimanere ancorati a vecchie idee o darsi a slanci troppo in là nel futuro. Il festival punta a rappresentare la scena musicale attuale nella sua eterogeneità, senza barriere di genere, concedendo, invece, ad artisti diversi tra di loro di esibirsi senza vincoli.

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Due i palchi principali: il grande prato verde di sPAZIO211 e, a pochi passi, il secondo palco ricavato dall ex INCET; proprio qui in collaborazione con il Varvara Festival saranno creati suoni e immagini che contribuiranno alla ricerca di nuove suggestoni. L’ex spazio industriale di Via Cigna 112, da poco riconvertito, sarà anch’esso sede di TOdays per volontà della Fondazione Plart di Napoli con il nuovo nome di PLARTWO. La fondazione si occupa di recuperare, restaurare, rinobilitare plastiche di design che fanno parte della storia italiana promuovendo allo stesso tempo la conoscenza scientifica, ma anche artistica, legata ai polimeri. Maria Pia Incutti, fondatrice di Plart, sostiene la volontà di creare un ponte culturale tra Napoli e Torino, la quale è riconosciuta come «realtà particolare, capace di reinvetarsi, e come una delle città italiane più ospitali», partendo dalla necessità di attraversare i confini delle discipline.

L’idea alla base di TOdays è quella di non replicare formule già esistenti ma di essere invece esso stesso la novità, partendo già dalla sua proposta: un cartello trasversale che abbatte i generi musicali e riporta la musica ad una funziona di collante, di unione. Qui l’artista non scavalca il festival ma ne è parte integrante e partecipa assieme agli altri alla sua costruzione.

È dunque un evento dalla spiccata tendenza inclusiva e che mette in risalto non solo musiche diverse, ma anche idee diverse. Tutte fruibili, tutte a portata di mano. Alla musica è affidato il compito di risvegliare dal torpore e riportare a discutere, a confrontarsi. Come sostiene il direttore artistico di TOdays, Gianluca Gozzi, «qui le persone scelgono, non è un semplice intrattenimento, ma un evento culturale. Qualcosa che incide, nel bene o nel male».

L’apertura del festival è fissata il 24 agosto, allo sPAZIO211, sul palco i The War on Drugs e i King Gizzard and the Lizard Wizard, la cerimonia di apertura è affidata ai Bud Spencer Blues Explosion e gli Indianazer, e fino al 26 agosto si susseguiranno numerosi artisti provenienti da quaranta paesi diversi e da tutta Italia, tra gli altri: My Bloody Valentine, Colapesce, CosmoAcid Arab, M¥ss Keta, Maria Antonietta, Coma Cose e Generic Animal.

All’interno di TOdays trova spazio anche Tolab, progetto dedicato alla formazione e all’innovazione che prenderà luogo nei giorni del festival presso la Galleria D’Arte Gagliardi e Domke e presso Arca Studios. Grazie a questa opportunità avranno luogo workshop, laboratori creativi, incontri nei quali musica, arte e cultura in generale potranno trovare un momento di produttivo scambio e dialogo.

Nel 2017 TOdays ha registrato 30.000 presenze. Ciò dimostra come il momento conclusivo dell’estate torinese sia ormai un evento importante e capace di catalizzare su di sé molte attenzioni al pari di altri festival, europei e non, di lunga data. Un progetto, questo, che anche quest’anno è sostenuto da diversi sponsor e dalle fondazioni bancarie, con un’importante partecipazione del Comune di Torino, che ha permesso un maggiore sviluppo dello stesso.

Torino, ospitando artisti provenienti da ogni parte del mondo e unendo l’Italia stessa attraverso una moltitudine di generi diversi, dimostra di esserci, di esserci davvero anche all’interno di panoramiche molto più vaste. È un momento in cui la città osa e «rivoluziona l’idea di programmazione» come sostiene la sindaca di Torino, Chiara Appendino.

Raccontare il presente osando, senza cercare consensi ma tendando di smuovere qualcosa… e a noi, non resta che lasciarci stupire.

 

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Gloria Iasella

Classe 1991, tra un libro di Antropologia e l'altro ho capito che, conoscendo te stesso, puoi imparare a guardare con occhi diversi anche l'altro. Amo la natura, la musica e i sogni ad occhi aperti. Sogno un mondo dove si celebri la bellezza.