Tutti gli Oscar di Meryl Streep

Nessun’altra attrice nella storia del cinema è riuscita a imporsi per tante interpretazioni così diverse tra loro, restando nell’immaginario collettivo non legata ad un unico ruolo, ma ad una miriade di caratteri differenti, generando, talvolta, il sorgere di veri e propri personaggi cult ormai indimenticabili. Si tratta di Meryl Streep, classe 1949, che è diventata l’attrice più celebre dello star system, nonostante la spietata tendenza hollywoodiana a lasciar scivolare nell’oblio le attrici che superino una certa età.

Merito della bravura, di un modo di recitare assolutamente mimetico che ha fatto ormai scuola, facendo nascere un modello di interpretazione totale che coinvolge gestualità, voce e ogni altro aspetto del corpo. Attualmente è alla sua ventunesima nomination ai premi Oscar, concorrendo nella categoria miglior attrice protagonista per il suo ruolo in The Post di Steven Spielberg (leggi la nostra recensione): un premio che, se conquistato, costituirebbe la sua quarta statuetta.

Fonte: wikipedia.it

I premi

Il suo primo Oscar l’ha vinto nel 1980 per il suo ruolo nel film Kramer contro Kramer: il dramma dell’affidamento parentale fa da cornice per la sua interpretazione di una donna che decide di separarsi dal marito, interpretato da Dustin Hoffman. Oltre a far conquistare all’attrice il premio come miglior attrice non protagonista, il film conquista altri quattro premi Oscar, quattro Golden Globe e tre David di Donatello.

Passano appena tre anni e la Streep si aggiudica un altro Oscar, questa volta nella categoria di miglior attrice protagonista, per l’interpretazione data in La scelta di Sophie: rimasta negli annali del cinema come uno dei ruoli più difficili da impersonare, la figura di Sophie è quella di una donna polacca dal passato misterioso, lasciato emergere lentamente nel corso della trama, fino allo svelarsi dei suoi ricordi più traumatici che affondano le radici nella guerra e nel capovolgimento dei valori etici che essa ha generato. Sophie resta il simbolo degli strascichi della seconda guerra mondiale, dei drammi dell’olocausto e del troppo tenue sollievo offerto dal sogno americano.

Il 2012 è l’anno di una nuova vittoria per l’interpretazione dell’ex primo ministro inglese Margaret Thatcher nel film The Iron Lady: così uno dei personaggi tradizionalmente più odiati dal filone liberal della classe artistica e hollywoodiana diventa emblema di una generazione in stallo tra crisi e voglia di riscatto. La “donna di ferro” è una donna in bilico tra successo politico e famiglia, la cui umanità lascia trasparire quegli aspetti che, nella realtà, erano stati spesso dimenticati. Il calarsi della Streep nel ruolo della Thatcher è totale: persino il suo modo di parlare, molto sottile e marcato dall’accento britannico, viene ripreso fedelmente dall’attrice americana.

Fonte: whizzers.blogspot.it

Gli altri ruoli

Ma, nonostante le statuette conquistate siano, ad ora, tre, molti altri restano i personaggi che Meryl Streep ha reso indimenticabili. In primis la scrittrice Karen Blixen nel capolavoro La mia Africa: tra paesaggi mozzafiato e vicende che hanno fatto la storia di un continente, si snoda la storia d’amore tra la scrittrice e un avventuriero, interpretato da un giovane Robert Redford.

Nel 1996, l’attrice lascia il pubblico in lacrime con il ruolo di Francesca nel film I Ponti di Madison County. Prototipo degli amori impossibili, la storia cela in sé le ipocrisie e i limiti della provincia americana che danno occasione alla Streep di lasciare un’interpretazione malinconica e struggente.

Non necessita invece di sinossi la commedia Il Diavolo veste Prada, che vede l’attrice vestire i panni di un’insensibile, quanto esilarante, direttrice di una rivista di moda: ad oggi, si tratta del ruolo probabilmente più popolare da lei interpretato.

È il 2008 quando torna a calarsi in un ruolo drammatico, questa volta per il film Il Dubbio, incalzante dramma in cui, nelle vesti di una suora, la Streep indaga su casi di pedofilia in un istituto religioso.

Il mito

Ad elencarli tutti, i personaggi interpretati da Meryl Streep andrebbero a formare un piccolo esercito di donne che, per vizi o virtù, incarnano una moltitudine di figure differenti: soggetti che, pur non potendosi classificare come prototipi, rappresentano personaggi con sfaccettature complesse, quasi sempre distanti dall’effimera figura femminile che, fino agli anni ‘80, veniva proposta nei film. Si tratta di un merito relativo certamente agli sceneggiatori e ai registi che hanno ideato queste figure, ma anche all’attrice stessa che, pur immergendosi in toto in ciascun personaggio, ha saputo conferire forse parte della sua stessa complessità e del suo carattere ai ruoli.

Più volte l’attrice ha dichiarato di ispirarsi ad una celebrità nostrana, Anna Magnani. Come lei, la Streep non ha avuto paura di sporcarsi di una quotidianità noiosa, per poi redimerla per la sua straordinaria imprevedibilità. È questo il segreto dei suoi personaggi: renderli comuni a tutti e uguali a nessuno.

 

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Gianluca Grimaldi

Napoletano di nascita, milanese d'adozione, mi occupo prevalentemente di cinema e letteratura. Laureato in giurisprudenza, amo viaggiare e annotare, ovunque sia, i dettagli che mi restano impressi.