Una nuova pagina

Sono passati ormai 6 anni da quando, su Facebook, ha preso vita Il fascino degli intellettuali; un progetto che nel corso del tempo è cresciuto, si è consolidato ed è anche pian piano cambiato: dapprima con l’apertura di un blog, poi con la creazione di un’associazione culturale e poi con la trasformazione del blog in testata giornalistica, corredata anche da un esperimento su carta. Oggi, 8 maggio, iniziamo a scrivere una nuova pagina della nostra storia.

Oggi nasce infatti Frammenti – Rivista di attualità e cultura, un nuovo giornale online edito dall’associazione culturale Il fascino degli intellettuali. Lo spirito è lo stesso di sempre: raccontare il mondo e la cultura con freschezza e passione; ingredienti, questi, che ci hanno consentito di raggiungere oltre 40.000 utenti unici al mese. Il patrimonio che abbiamo costruito in questi anni non verrà certo disperso, anzi: abbiamo fatto tesoro di ogni singola esperienza e ora siamo pronti per ripartire, su basi nuove, con questa nuova avventura.

Ma perché proprio Frammenti?

La frammentazione è la cifra simbolica del nostro tempo: senza certezze e senza punti di riferimento, siamo in balìa della precarietà assurta ormai a condizione esistenziale. Le grandi narrazioni ideologiche sono state distrutte, fatte a pezzi – frammenti, appunto – e l’individuo naviga sperduto nel mare dell’incertezza.

Esiste una via di uscita? Noi crediamo di sì. Il compito che ci prefiggiamo, infatti, è quello di rimettere insieme questi frammenti, provando a ricostruire lentamente un puzzle coerente del mondo attraverso la riflessione culturale critica.

Frammenti non sarà solo una rivista di cultura, né sarà solo una rivista di attualità. Sarà una rivista che proverà a raccontare e a spiegare il mondo leggendolo attraverso gli occhi della cultura, coerentemente con lo spirito che ha sempre animato il percorso de “Il fascino degli intellettuali”. Come scrivevamo ormai due anni fa nel nostro Manifesto, infatti,

«la società occidentale contemporanea – in virtù del suo sistema economico – ha mercificato ogni aspetto della vita dell’uomo, riducendolo a semplice consumatore. La cultura consente di trasformare in forma positiva, attiva l’elemento – di per sé negativo, passivo – del rifiuto verso l’ideologia egemonica del consumismo.

Rompendo l’omologazione culturale consumista, la cultura da noi intesa offre gli strumenti tramite cui squarciare il velo della dittatura del vuoto intellettuale, il quale è imposto da queste forme economiche e sociali totalizzanti e uniche: la cultura è una forma di liberazione ed emancipazione sociale ancor prima che individuale. Rompendo il conformismo della società dei consumi, la scelta culturale è l’unica autenticamente anticonformista.

La cultura è la forma pratica di una prospettiva teorica che, tramite la forma-guida della critica, da una dimensione etica realizza una resistenza politica».

La cultura come forma di militanza. La cultura come elemento di trasformazione del mondo. La cultura come strumento di critica all’esistente. Questi sono gli ingredienti che animeranno Frammenti. Questi sono gli ingredienti per ricostruire una trama di senso nella contemporaneità frammentata.

 

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Michele Castelnovo

Classe 1992. Laureato in Filosofia. Giornalista pubblicista. Faccio cose che non so spiegare ai miei nonni.

Direttore di Frammenti. Irrazionalmente innamorato dei borghi medievali.