Vincent Price: la nobiltà dell’horror

Aspetto aristocratico. Dizione perfetta. 1,93 metri di eleganza votata all’horror (ma non solo). Sì, stiamo parlando del Re del Grand GuignolVincent Price.

Icona del cinema del brivido degli anni 50′ e 60′, Vincent Price è tutt’oggi l’emblema del gotico e dell’horror grazie alle sue peculiari caratteristiche, tra cui l’espressività molto spesso semi-seria e la sua inconfondibile voce. Ricordate il prologo e l’agghiacciante risata di Thriller di Michael Jackson? Ecco, era la voce di Vincent Price.

I più giovani forse lo ricorderanno nella sua ultima interpretazione in Edward mani di forbice, in cui si vede, purtroppo, solo per pochi minuti a causa di un enfisema e del morbo di Parkinson ormai in stato avanzato.

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La sua carriera fu comunque lunga e fruttuosa e ci ha regalato delle interpretazioni memorabili che lo hanno reso immortale. Vediamo alcuni tra i suoi migliori film.

Oscar insanguinato (1973)

Dopo troppe recensioni negative, un attore shakespeariano uccide i critici in modi a dir poco teatrali prendendo ispirazione dalle opere del Bardo.

La parte del protagonista sembra essere cucita su misura per Vincent Price. Lo vediamo infatti in questa deliziosa pellicola di humour nero inglese passare dal tono tragico tipico degli attori shakespeariani, all’autoironia che strizza l’occhio al pubblico: una sua cifra stilistica che lo aveva reso proverbiale. Indossando buffi costumi di scena, lo vediamo prima nei panni di un sadico chef poi in quelli di un parrucchiere dai capelli afro, infine nelle eleganti vesti di Shylock del Mercante di Venezia. Un mix perfetto di sadismo e umorismo che Vincent ha saputo calibrare con la sua naturale eleganza ed ironia.

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La città dei mostri (1963)

Un gentiluomo inglese riceve in eredità un castello misterioso. Accolto in malo modo dagli abitanti del paese, l’erede verrà presto posseduto dallo spirito del suo antico e malvagio avo. Ancora una volta gli abitanti dovranno cercare di uccidere il proprietario proprio come fecero i loro antenati un secolo prima.

Tratto da un racconto di Howard Phillips Lovecraft, nel film si respira un’atmosfera gotica dominata da nebbie, castelli stregati e spiriti irrequieti. Vincent Price interpreta sia l’antico avo Curwen sia il successore Charles D. Ward riuscendo a sottolineare le marcate differenza tra i due personaggi. Vediamo dunque l’attore passare prima dal crudele e autoritario stregone, poi all’innocente e ingenuo successore in un’interrotta lotta interiore. La mimica facciale di Vincent non lascia spazio a dubbi e mai lo spettatore si confonde tra i due personaggi così diversi, ma racchiusi nello stesso corpo.

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Il clan del terrore (1963)

A corto di affari, un cinico proprietario di pompe funebri decide di uccidere la potenziale clientela per poter continuare la sua attività.

Affiancato da un fantastico Peter Lorre e da un inimitabile Boris Karloff, Vincent Price ci presenta ancora una volta un personaggio sadico, ma divertente con una comicità tipica delle commedie-horror di quei tempi. I piani del protagonista proprio non funzionano: un funerale non viene pagato, un morto non vuole rimanere nella bara e il vecchio suocero proprio non si fa avvelenare facilmente. Un personaggio crudele quello interpretato da Price che trova come contraltare il sottomesso collega interpretato da Lorre che insieme risultano un duo comico perfetto.

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Il grande inquisitore (1968)

Un cacciatore di streghe del diciassettesimo secolo approfitta della sua posizione di potere per commettere ogni sorta di crimine.

In questo caso, non c’è alcuna forma di ironia o macabra ilarità. Price interpreta un inquisitore crudele e paranoico in una pellicola che all’epoca fu considerata estrema. Il film uscì solo dopo molti tagli di scene di torture ritenute troppo violente. Price dà un’interpretazione ferma e gelida, così come doveva essere la figura dell’inquisitore all’epoca.

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L’ultimo uomo della Terra (1964)

La Terra è invasa da un virus che rende tutti dei vampiri. Un solo superstite resiste all’invasione.

Anche qui, Vincent Price mostra un altro lato della propria recitazione. Niente umorismo o freddezza, ma tanta sofferenza e rimpianti. Il protagonista infatti, si tormenta per non essere riuscito a trovare una cura al morbo per salvare la sua famiglia. Morgan vaga per la città e brucia cadaveri prima che tornino in vita. La propria casa è come una fortezza e giorno dopo giorno tenta di non impazzire per la solitudine. Un Price tormentato, ma disposto a lottare per la sopravvivenza in cerca di un qualsiasi barlume di speranza.

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Insieme a Peter Cushing e Christopher Lee, Vincent Price resta uno dei padri di quell’horror vecchio stile dove non erano gli effetti speciali a farla da padrone, ma la bravura degli attori.

«Talvolta penso di aver incarnato la personificazione del lato oscuro di ogni uomo su questa terra. So che tutto ciò suona un po’ macabro ma, che posso farci, mi fa impazzire! »

 

Immagine di copertina: germmagazine.com

 

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Azzurra Bergamo

Classe 1991. Laureata in Lettere e in Editoria e Giornalismo. Naturalizzata veronese, sogna un mondo dove la percentuale dei lettori tocchi il 99%.