Le luci, i colori, la neve, le famiglie riunite davanti a un caminetto. Il Natale ha da sempre affascinato gli artisti, influenzandone le rappresentazioni e portando alla nascita di vere e proprie iconografie tradizionali legate a questo periodo così particolare dell’anno. Quando si parla di Natale all’interno della storia dell’arte, ad esempio, è impossibile non pensare alle innumerevoli natività che da secoli abbelliscono chiese, palazzi, musei. Questo soggetto, solo in apparenza classico, è stato declinato da alcuni grandissimi artisti in opere rivoluzionarie, estremamente innovative e affascinanti. Dalla più impostata Nascita di Gesù dipinta da Giotto nella Cappella degli Scrovegni, passando per la Natività mistica di Sandro Botticelli e la Natività di Lorenzo Lotto. Rubens addirittura regala una luce mistica al bambinello, mentre Guido Reni offre una visione intima e dolce di San Giuseppe che stringe tra le braccia il piccolo Gesù appena nato.
Avvicinandoci poi al tempo moderno, la Sacra famiglia offre ancora spunti di riflessione per artisti come Marc Chagall e Henri Matisse. Paul Gauguin, durante il suo periodo tahitiano, ha ridimensionato il simbolo occidentale della natività in chiave esotica, come è ben visibile nel dipinto del 1891 La Orana Maria. Antoni Gaudì addirittura gli ha addirittura dedicato la sua opera più celebre: la Sagrada Familia. È impossibile anche solo stimare quante opere d’arte siano dedicate al tema religioso-natalizio, anche se meno comuni e forse più affascinanti sono quelle che interpretano e rappresentano il periodo natalizio non come momento di gioia o di fede, ma al contrario di solitudine e difficoltà. Celebre in questo senso è il quadro Natale nel bordello, che Edvard Munch dipinse intorno al 1903 in un periodo partic…
