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«Compleanno» di Marc Chagall, la tenerezza di un amore

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7 minuti di lettura

Un bacio sulle labbra, un mazzo di fiori, un interno domestico. È il 7 luglio 1915, Marc Chagall compie 28 anni e si sta per sposare con Bella Rosenfeld, l’amore della sua vita, soggetto dell’opera Compleanno.

«Compleanno» di Marc Chagall: analisi dell’opera

Conservato al MoMA – Museum of Modern Art di New York, il Compleanno (1915) di Marc Chagall, a più di cento anni di distanza, è ancora capace di emozionare, non solo per l’unicità dello stile ma per la semplicità con cui rende immortale una tenera scena di quotidianità che il pittore realizza tornato nella sua città natale, a Vitebsk (oggi in Bielorussia), dopo un lungo soggiorno a Parigi.

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Chagall conosce Bella Rosenfeld nel 1909 a San Pietroburgo. Lui è un giovane artista di 23 anni, lei una brillante studentessa di 14. Sarà amore a prima vista, come dichiara Chagall nella sua autobiografia Ma vie.

Alla luce di un sentimento così intenso, Chagall immagina in più quadri se stesso e la compagna come due creature fluttuanti. La passione che li unisce permette loro letteralmente di “librarsi in volo”, sfuggendo anche agli orrori del mondo terreno, come la guerra, la povertà e le persecuzioni.

In questa opera, la timida Bella è pronta a riabbracciare il suo amato dopo un lungo periodo di assenza. Ha preparato un mazzo di fiori, e ha adornato i muri di casa con scialli colorati. Chagall per l’emozione si solleva da terra per baciare la giovane. Quotidiano e allo stesso tempo fiabesco, il quadro assume una valenza simbolica relativa alla città natale e alla famiglia dell’artista. 

«Ho ancora i fiori tra le mani. Non so dove metterli. Vorrei immergerli nell’acqua. Potrebbero appassire. Ma ben presto, me ne dimentico. Ti sei gettato sulla tela, che trema fra le tue mani. Premi i colori dai tubetti e intingi i pennelli: rosso, bianco, nero, blu. E mi trascini nel torrente dei colori. A un tratto, mi sollevi da terra, e tu stesso prendi slancio con un piede […]. T’innalzi e ti distendi, fluttuando fino al soffitto. La tua testa gira intorno alla mia. Sfiori le mie orecchie sussurrando qualcosa…

Diario sentimentale, di Bella Chagall, 1993

Caratteristico della produzione di Chagall, il tema del volo è anche espressione di una sensazione di vertigine, legata alla perdita delle proprie radici e alla mancanza di stabilità.  Il vagare tra le nuvole in una surreale dimensione al confine tra sogno e realtà è simbolo della ricerca di se stessi e della propria identità.

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La definizione degli interni e l’utilizzo dei colori sono conseguenza del contatto tra Chagall e le avanguardie francesi, tra cui in particolare si nota l’influenza di Henri Matisse e del Fauvismo. La scomposizione delle forme e la deformazione della prospettiva invece fanno riferimento all’arte cubista. Minuzioso poi è lo studio degli intrecci e dei materiali degli scialli appesi come arazzi. La fedele raffigurazione dei dettagli dona grande importanza alla scena, come se Chagall sentisse il bisogno di catturare ogni singolo particolare di quel momento.

A proposito di Chagall

Marc Chagall, all’anagrafe Mark Zacharovič Šagal, nasce nel 1887 da una famiglia ebrea chassidica (una particolare corrente religiosa che fonda i propri principi su una spiritualità vitalistica, ricca di musica, danza e folclore) a Vitebsk, in una tra le terre più sperdute dell’impero russo zarista.

Tra il 1908 e il 1910 studia alla scuola Zvantseva con Léon Bakst, che per primo lo mette in contatto con le nuove correnti pittoriche e di pensiero che si trovano a parigi.

A causa dei soprusi perpetrati verso gli ebrei dal regime zarista, dei suoi contrasti con la politica culturale del successivo regime dei soviet, Chagall è costretto ad abbandonare Vitebsk e la Russia per Parigi, dove si stabilizzerà definitamente a partire dal 1923. Lì avrà occasione di entrare in contatto con i rappresentanti delle maggiori avanguardie europee del tempo, come il Cubismo di Pablo Picasso. Frequenta la comunità artistica di Montparnasse ed entra in contatto con Amedeo Modigliani, Fernand Léger e il poeta Guillaume Apollinaire.

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Nel 1937 diventa cittadino francese, ma a causa delle persecuzioni razziali il pittore e la sua famiglia sono costretti a figure negli Stati Uniti. Lì, oltre a partecipare a numerose mostre, Chagall realizza scenografie e costumi anche per il teatro. L’artista fa finalmente ritorno in Europa nel 1948, stabilendosi a Vence, in Provenza. Riconosciuto come uno degli artisti più significativi del XX secolo, nel 1963 il ministro francese André Malraux gli affida la decorazione del soffitto dell’Opéra di Parigi, e nel 1977 il Presidente Valéry Giscard d’Estaing gli conferisce la Legion d’Onore. Numerose mostre gli sono state dedicate, dal museo del Louvre a Palazzo Pitti, mentre a Nizza gli è intitolato il Museo nazionale Marc Chagall.

Chagall muore il 28 marzo 1985Saint-Paul-de-Vence, nel sud della Francia, dove risiedeva con la seconda moglie Valentina.

 


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Valentina Cognini

Nata a Verona 24 anni fa, nostalgica e ancorata alle sue radici marchigiane, si è laureata in Conservazione dei beni culturali a Venezia. Tornata a Parigi per studiare Museologia all'Ecole du Louvre, si specializza in storia e conservazione del costume a New York. Fa la pace con il mondo quando va a cavallo e quando disquisisce con il suo cane.

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