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Scorcio di San Gimignano. Foto di Michele Castelnovo
© Il fascino degli intellettuali

Di turismo, cultura
e altre sciocchezze

4 minuti di lettura

Esiste un modo culturale di vivere il turismo, dove con cultura bisogna intendere una visione del mondo diversa da quella dominante. Il nuovo numero del nostro cartaceo è dunque dedicato a chi, anche d’estate, non può fare a meno della cultura.

Scorcio di San Gimignano. Foto di Michele Castelnovo © Il fascino degli intellettuali
Scorcio di San Gimignano. Foto di Michele Castelnovo
© Il fascino degli intellettuali

Visitare luoghi altri rispetto alla dimensione della quotidianità costituisce, in buona sostanza, l’essenza del turismo. Eppure esistono diversi modi di essere turisti e di praticare il turismo: c’è chi preferisce il mare e chi la montagna, chi cerca il relax e chi la movida, chi vuole visitare una grande città e chi le immense spiagge affollate. C’è chi nell’esperienza turistica cerca occasioni per stringere nuovi legami e chi invece si avventura alla ricerca di se stesso. Esiste, fra i vari casi possibili, anche un modo di vivere il turismo genuinamente culturale.

Fare turismo culturale non significa passare l’estate per musei, o comunque non significa solo questo. Cultura può voler dire tante cose. Per come l’abbiamo sempre intesa noi, la cultura è innanzitutto una pratica di resistenza attiva alla visione del mondo consumistica. Insomma, per noi la cultura è ciò che può creare una faglia nell’ideologia dominante ed egemonica dei nostri tempi: non tutto si compra, non tutto si vende, non tutto si presta a una fruizione immediata e usa-e-getta. Nel mondo c’è dell’altro, e questo altro ce lo mostra la cultura.

Da questa nostra impostazione ne consegue che sì, i musei sono cultura. Così come sono cultura anche la letteratura o la filosofia, le opere d’arte o le rappresentazioni teatrali. Ma ne segue che anche il cibo è cultura, che anche uno scorcio suggestivo o un paesaggio sconfinato sono cultura, e lo sono proprio in quanto riescono a restituire una diversa esperienza del mondo.

Questo numero è dunque pensato per chi, anche durante l’estate, non vuole o non può fare a meno della cultura. Quello che vi proponiamo è un itinerario che attraversa l’Italia da nord a sud, dal Lago di Garda alla Sicilia orientale, da Macerata al Sentiero degli Dèi, dalle valli cuneesi a Poppi, dalle Langhe allo stretto di Messina, dalla rossa Emilia al Molise (che, sì, esiste), sulle tracce di luoghi suggestivi e lontani da un turismo di massa, ma sicuramente culturali – nell’accezione di cui sopra. In questo numero tuttavia trovano spazio anche località più note e grandi città, da Milano a Firenze alle Cinque Terre, di cui si è cercato di mettere in luce alcune sfumature sconosciute ai più. Non mancano inoltre le pagine riservate a una riflessione sullo stato della valorizzazione del patrimonio culturale italiano, alla luce delle recenti riforme nel settore.

Si tratta di un viaggio, mentale e insieme fisico, attraverso colori, sapori e odori, che non ha certo alcuna pretesa o presunzione di completezza e esaustività. Lo scopo di questo numero sarà raggiunto se voi, nostri affezionati lettori, durante questa estate avrete avuto modo di percorrere un tratto di strada insieme a noi, alla ricerca di un modo diverso di vedere e vivere la bellezza che ci circonda.

Articolo pubblicato originariamente sul numero estivo della nostra rivista cartacea.
Per ulteriori informazioni e/o acquistare, clicca qui.

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Michele Castelnovo

Classe 1992. Nato e cresciuto tra Lecco e provincia. Toglietemi tutto ma non le mie montagne e il mio lago. Laureato in Filosofia. Giornalista pubblicista. Direttore di Frammenti. Mi prendo terribilmente poco sul serio.

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