Mentre si rispolverano le ricette per il cenone di San Silvestro, si corre a prendere le ultime cose o si cerca di chiudere le valigie, vogliamo segnalarvi le migliori mostre che abbiamo avuto la fortuna di visitare nel 2025.
«Robert Mapplethorpe. Le forme del classico» | Stanze della fotografia, Venezia
Un’ampia retrospettiva di quello che è stato senza ombra di dubbio uno dei maestri innovatori della fotografia del secondo Novecento. A oltre trent’anni di distanza, gli scatti di Robert Mapplethorpe ritornano protagonisti nella magnifica cornice veneziana. Più di 200 ritratti, alcuni presentati per la prima volta in Italia, delineano lo sguardo unico del fotografo sul mondo e i tempi che ha attraversato. Visitabile fino al 6 gennaio 2026.
«More Than Kids»
Attraverso una selezione articolata di opere, il Palazzo Reale di Milano ha ospitato la più grande personale mai realizzata dell’eclettico artista Valerio Berruti. Con affreschi, video-animazioni, installazioni e sculture di grandi dimensioni, l’esposizione ha proposto una meditazione sull’infanzia intesa non soltanto come fase biografica, ma come spazio simbolico e condizione antropologica universale.
«Sebastião Salgado. Ghiacciai» | Mart, Rovereto
Nell’Anno Internazionale per la Conservazione dei Ghiacciai proclamata dall’ONU, il Mart ha ospitato nelle sue sale oltre cinquanta fotografie di grande e grandissimo formato, in gran parte inedite, del fotografo brasiliano Sebastião Salgado. La mostra faceva parte di un progetto più ampio che ha unito arte, ricerca scientifica, educazione e divulgazione per portare avanti un nuovo sistema di valori rispetto al patrimonio materiale e immateriale.
«Corpi moderni» | Gallerie dell’Accademia, Venezia
Con capolavori di artisti del calibro di Leonardo, Michelangelo, Tiziano, Dürer e Giorgione, la mostra ha indagato il corpo umano come fulcro della nostra società, soprattutto in epoca Rinascimentale. Divisa in tre grandi capitoli – Anatomia, Desiderio, Persona -, la mostra accompagnava il visitatore in un percorso che indagava proprio sulla concezione del corpo umano, un corpo che nella Venezia del Rinascimento si afferma, tra arte, scienza e cultura materiale.
«Frida Kahlo through the lens of Nickolas Muray» | Museo Storico della Fanteria, Roma
Dall’incontro tra Nickolas Muray, un grande nome della fotografia degli anni Trenta e Quaranta del Novecento, e l’icona dell’arte messicana del ventesimo secolo, Frida Kahlo scaturiscono gli scatti che sono andati a comporre la mostra presentata a Roma. Attraverso 50 fotografie in bianco e nero e a colori scattate da Muray tra il 1937 e il 1946, l’esposizione intendeva offrire uno sguardo inedito sulla vita e la personalità di una delle più celebri artiste di sempre.
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