Bookabook: opinioni, pregi e difetti di un editore che scommette sugli esordi

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Se hai letto un libro Bookabook, se sei un aspirante autore e stai valutando di mandare un tuo inedito alla più nota casa editrice in crowdfunding italiana o se sei semplicemente curioso di sapere come funziona, questo articolo potrebbe rispondere alle tue domande. Vedremo infatti come lavora Bookabook e com’è cambiata nel tempo. Approfondiremo gli aspetti positivi e quelli negativi di questa casa editrice, riportando anche le opinioni e le esperienze di chi ha già pubblicato con loro.

Unidea che parte da lontano: coinvolgere i lettori

L’idea di fondo è chiara e raccontata dai fondatori in molte interviste “Se il successo di un libro lo decidono i lettori attraverso il passaparola, perché non dare loro l’ultima parola su quali titoli pubblicare?”. Attenzione, non significa abdicare alla selezione editoriale; al contrario, significa permettere alla redazione di concentrarsi su una valutazione squisitamente qualitativa, mentre il potenziale commerciale viene provato sul campo. Ma la campagna di pre-ordini, nelle intenzioni della casa editrice, non serve solo come freddo “test di mercato”, ma come aggregatore di una comunità. E dalla comunità nasce il passaparola. Quando il libro esce sugli scaffali è troppo tardi per costruirlo. Immaginiamo infatti che i primi lettori debbano andare in libreria, acquistare il libro, leggerlo e poi consigliarlo. Chi riceve il consiglio, magari settimane o mesi dopo l’uscita, rischierebbe di non trovare più il libro in libreria, considerata la permanenza media nei punti vendita nel mercato italiano. Qui il rimedio è semplice: i primi lettori hanno il libro in anteprima e possono fare passaparola dal primo giorno. In questo la soluzione è, devo dire, abbastanza brillante.

Il modello di Bookabook e come è cambiato nel tempo

Bookabook è stata premiata dalla stampa, non solo di settore, come innovativa. Ma era il 2014. La vera domanda è se sia riuscita a innovare nel tempo o se, a distanza di molti anni, quella innovatività si sia persa per strada. Ripercorriamo le tappe: nel 2017 sono entrati in Messaggerie Libri e Emmepromozione, dotando così i libri di una infrastruttura distributiva tra le più solide del mercato. È la prima svolta, sino ad allora si era appoggiata a distributori più piccoli e locali. Nel 2021 hanno fatto due cambiamenti importanti per gli autori: hanno portato le royalties fino al 50% e inserito l’elenco delle attività di marketing nel contratto editoriale. In altri termini hanno iniziato a offrire le royalties alte del self-publishing e le garanzie di promozione che hanno generalmente gli autori che arrivano alle case editrici tramite agenzie letterarie. È, per certi versi, il momento della maturità di un’idea che a quel punto contava decine di migliaia di lettori sparsi in tutta Italia e un distribuito in crescita. Nel 2023 la nuova collana per la poesia, Bookapoem, nel 2024 il passaggio da Emmepromozione a Lyr. Passaggi minori di una realtà che sembrava ormai destinata a migliorare il servizio senza più slanci innovativi. Il vero cambio invece arriva nel 2026: gli obiettivi della campagna di pre-ordini passano da tre (200, 250 e 400) a due (200 e 300) e da aprile tutti e due garantiscono un ufficio stampa. Considerato che meno dell’1% dei libri pubblicati in Italia in un anno gode del supporto di un ufficio stampa, è una rivoluzione. Almeno potenziale, perché la scala dei costi rischia di aumentare enormemente per l’editore e se poi i libri non vendono può rivelarsi un azzardo. Di certo è un esperimento che merita di essere seguito.

Come funziona davvero Bookabook?

Il meccanismo è semplice. Chiunque può mandare in valutazione il proprio manoscritto e entro 21 giorni lavorativi riceve una risposta. Se è positiva, è accompagnata da un contratto editoriale. Dopo averlo letto possiamo dire che è senza costi e senza clausole strane. Prevede una condizione: pubblichiamo il libro se viene raggiunto l’obiettivo della campagna di pre-ordini. E per raggiungerlo l’autore deve mettere il suo impegno a promuoverlo, mentre la casa editrice contribuisce con un tutor, supporto costante, materiali grafici e un corso interattivo. Già qui è chiaro che si rivolgono ad autori pro-attivi, gli stessi che potrebbero valutare il self-publishing, ma che qui si trovano di fronte a molti servizi gratuiti che nel self-publishing dovrebbero pagare. Senza contare l’accesso alla distribuzione. Resta il fatto che se per voi il mito “l’autore scrive, l’editore vende” è ancora un punto di riferimento – o se semplicemente non vi va di cimentarvi  nella promozione del vostro libro – questo percorso non fa per voi. Scorrendo la lista di servizi, si va da quelli classici editoriali (editing, revisione, progetto grafico, distribuzione) a quelli relativi al marketing, che effettivamente dopo la pubblicazione è piuttosto corposo con la novità, come detto, di un’attività di ufficio stampa su più livelli. In conclusione: prima della pubblicazione Bookabook si presenta come una piattaforma di crowdfunding assistita, dopo la pubblicazione come una casa editrice che mette in campo un elenco esaustivo di sforzi.

Come arriva Bookabook in libreria?

Non c’è dubbio che Bookabook negli anni abbia fatto sforzi importanti nel rapporto con le librerie. A livello di infrastruttura, rapporti distributivi e commerciali, ecc… Ed è probabile che questa attività abbia portato, nel tempo, una maggiore esposizione a scaffale. Ma non spiega, o spiega solo in parte, alcuni picchi di esposizione come le vetrine di alcuni store di catena nelle piazze delle grandi città nel 2025 (che Bookabook ha immortalato sui suoi social network) considerato che si tratta di titoli di autori emergenti. La spiegazione più probabile è che quegli spazi siano frutto di partnership dirette tra librerie e casa editrice. Non è un’operazione che fa per ogni libro pubblicato, sarebbe insostenibile, ma certamente è parte di una strategia di partenariato che spiega come mai i libri di tutto il catalogo Bookabook godano sovente di una esposizione che difficilmente gli esordienti riescono ad avere (a meno che non pubblichino con una delle case editrici più grandi)

Gli aspetti positivi

Per gli aspetti positivi bisogna fare un mix tra quanto garantito dalla casa editrice e le testimonianze degli autori.

Il primo aspetto è quasi banale: è gratis. In un mercato dove moltissimi autori pubblicano a pagamento, Bookabook ha costruito un’isola felice. All’autore non chiede quattrini, ma di avere un manoscritto valido – a giudizio della redazione – e di aver voglia e tempo per darsi da fare a promuoverlo.

Il secondo aspetto è meno scontato: è trasparente. Il contratto editoriale è chiaro, prevede cosa farà e cosa non farà la casa editrice, in nessun momento si creano aspettative irrealistiche o si fanno promesse iperboliche. Che ci porta a un altro punto positivo: distribuzione e marketing previste dal contratto con un elenco di attività. Certo, si potrà obiettare, solo dopo la pubblicazione. Prima deve darsi da fare l’autore. Ma anche qui va sottolineato come Bookabook lo affianchi in ogni fase. Anche in questa fase è molto più di quello che viene fatto sovente nel mercato editoriale. Molte dichiarazioni di autori Bookabook poi sottolineano un aspetto meno materiale, ma non per questo meno importante: il rapporto umano con la casa editrice. Sembra scontato, è un grande punto a vantaggio di Bookabook.

Gli aspetti negativi

Può sembrare soggettivo, ma per alcuni autori l’idea di mettersi in gioco è kriptonite. E così Bookabook si preclude autori e testi anche di grande qualità. È il punto negativo più grande e più evidente.

Gli altri punti negativi sono quelli tipici dell’editoria tradizionale. Tempistiche non immediate e minor controllo sul prodotto finale rispetto al self-publishing. È vero che le modifiche al testo durante la fase di editing devono essere approvate dall’autore, ma è altrettanto vero che l’autore, non pagando, deve negoziare le modifiche con la casa editrice, non può imporle. Il non essere un cliente ha diversi vantaggi, ma è bene sapere che ha anche degli svantaggi. Un altro aspetto negativo è non potersi autoacquistare le copie durante la campagna. Su questo il regolamento di Bookabook è rigido e viene fatto rispettare. È una scelta condivisibile e un posizionamento nel mondo editoriale, ma per più di un autore ha comportato la mancata pubblicazione e quindi una delusione.

Bookabook scommette ancora sugli esordienti?

Nel 2014 era scontata la risposta, la scommessa era di vitale importanza per quella che era una startup alle prime armi. Insomma, una scommessa nella scommessa. A distanza di 12 anni ha senso spendere due parole prima del giudizio finale. Perché la scommessa di Bookabook non è quella classica in cui l’editore si innamora della bellezza di un testo e lo “spinge” contro tutto e tutti. Quella è una visione romantica, ma che difficilmente regge il confronto con un mercato editoriale iper competitivo. Qui il rischio è scelto con cura. Si investe sull’autore e sul suo libro, e per farlo si scelgono quelle attività che per esperienza e per storico portano risultati. Bookabook è un editore che rischia, scegliendo attraverso i numeri quali rischi ha senso correre. In questo è un progetto solido e maturo. Che può permettersi una grande scommessa, come quella dell’ufficio stampa per tutti. In controtendenza con il mercato, ma anche una scommessa dalla quale, volendo, si può tornare indietro se non funzionasse. Ma se funziona, diventa una vittoria non solo per Bookabook.

Redazione

Frammenti Rivista nasce nel 2017 come prodotto dell'associazione culturale "Il fascino degli intellettuali” con il proposito di ricucire i frammenti in cui è scissa la società d'oggi, priva di certezze e punti di riferimento. Quello di Frammenti Rivista è uno sguardo personale su un orizzonte comune, che vede nella cultura lo strumento privilegiato di emancipazione politica, sociale e intellettuale, tanto collettiva quanto individuale, nel tentativo di costruire un puzzle coerente del mondo attraverso una riflessione culturale che è fondamentalmente critica.

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