Dal 18 maggio al 1 giugno New York dedicherà una retrospettiva all’attrice italiana Anna Magnani. Nell’arco della manifestazione, al Walter Reade Theater del Lincoln Center verranno proiettati 24 titoli, per la maggior parte provenienti dall’Archivio Internazionale di Luce Cinecittà. Adkronos riporta che i film saranno in pellicola in formato 35 e 16 millimetri e copriranno gran parte della carriera cinematografica della Magnani, partendo dal suo terzo film Tempo massimo, diretto da Mattoli nel ’34, arrivando al simbolico Roma, film d’addio girato nel ’72 con Fellini. Tra i due estremi troviamo il capolavoro di Rossellini che la rese celebre nel mondo, Roma città aperta («Ti ho sentito gridare Francesco dietro un camion e non ti ho più dimenticato» scrisse Giuseppe Ungaretti), La rosa tatuata di Daniel Mann, con il quale vinse l’Oscar (quest’anno sarà il 60esimo anniversario) e Selvaggio è il vento di Cukor, con cui vinse il premio per la miglior interpretazione a Berlino, e ottenne la sua seconda nomination agli Oscar.
«Nessuna attrice possiede la magia e il fuoco di Anna Magnani» disse di lei George Cukor. «Anna Magnani è probabilmente la più grande attrice con cui abbia mai lavorato. E’ l’animale completo – un animale appositamente creato per il palco e per lo schermo». Così la definì Jean Renoir. «Divine, just divine» fu il giudizio di Marylin Monroe.
Y.C.
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