Dalle pagine di un libro di Maria Branwell, madre di Charlotte Brontë, vedono la luce due scritti inediti della scrittrice inglese sorella maggiore di Emily. Entrambi risalgono al 1833, quando l’autrice era ancora diciassettenne. La poesia, di 74 versi, canta il fantastico mondo di Angria e della sua regina Mary Percy; il racconto – firmato con lo pseudonimo Lord Charles Wellesley – è una divertita parodia di un personaggio odiato dal padre della Brontë: si tratta del reverendo John Winterbottom, nel racconto ridicolizzato dall’intero paese. La Brontë Society, dopo essersi riappropriata del libro, s’impegna di esporre i due inediti (entro il prossimo anno) al Brontë Parsonage Museum ad Haworth, nello Yorkshire. Regione inglese, quest’ultima, dove vivevano alcuni personaggi del racconto.

A.P.