Elezioni in Birmania, Suu Kyi
vicina al trionfo:
ecco i primi risultati

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Dopo 25 anni la Birmania è chiamata alle elezioni libere. Per formare il governo è necessario raggiungere la soglia del 67 %, e Win Htein – membro della Lega nazionale per la democrazia (NLD) – si è detto certo di aver conquistato il 70% dei voti. Se ciò fosse vero Aung San Suu Kyi potrebbe liberare il suo paese, sotto regime militare dal 1960 al 2010 e ora in mano al Partito per l’unione, la solidarietà e lo sviluppo, suo naturale erede politico. Finora gli unici dati ufficiali, rilasciati dalla commissione elettorale birmana, riguardano Rangoon, ex capitale: l’opposizione della NLD ha conquistato 12 seggi della maggiore città del paese, mentre l’USDP nessuno. La commissione ha rilasciato ufficialmente i risultati di altri 4 seggi, di cui 3 sono andati al partito della Suu Kyi e 1 al partito supportato dal regime militare. Dunque, stando agli ultimi aggiornamenti, 15 seggi su 16 sono andati alla Lega nazionale per la democrazia. La commissione elettorale ha annunciato che i dati finali saranno ufficializzati entro martedì; poi, una volta eletto il Parlamento (diviso in una camera alta, con 224 membri, e in una camera bassa di 440 membri) toccherà all’elezione del presidente. In una decina di giorni, insomma, la Birmania potrebbe essere guidata da una premier democratica e vincitrice del Nobel per la pace.

Aung San Suu Kyi è figlia del generale Aung San, segretario dal 1939 al 1941 del Partito Comunista della Birmania, ucciso nel 1947 da avversari politici – nello stesso anno riuscì a ottenere l’indipendenza della sua nazione dal Regno Unito. La figlia fondò nel 1988 la NLD, ma il regime militare insidiatosi al governo dal 1960 la condannò agli arresti domiciliari. Da allora – nonostante l’assegnazione di un seggio in parlamento nel 2012 – la politica birmana ha condotto la sua battaglia in difesa dei diritti del proprio popolo, nel nome della libertà (un ideale non solo occidentale). La storia c’è, la stiamo vivendo, e fra pochi giorni, in un paese orientale, potrebbe trionfare la democrazia.

San Suu Kyi

A.P.

Redazione

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