FORMIA (LT) – La Villa d’otium, rifugio prediletto del grande Cicerone, dove seppellì anche l’amata figlia Tulliola, nonchè residenza di Ferdinando II di Borbone (che vi fece annettere un agrumeto) si trova in condizioni disastrose, ad altissimo rischio di crollo, ed è necessario avviare immediatamente i lavori di restauro.
“Non si può perdere un tale gioiello solo perché insiste su una proprietà privata: aiutateci a salvare la Villa di Cicerone, prima che crolli giù tutto” è il grido d’aiuto del Sindaco di Formia, Sandro Bartolomeo.
L’obiettivo è di acquistare o espropriare il sito comprato dalla famiglia Rubino nella seconda metà dell’Ottocento e da anni abbandonato al suo destino. “Si stanno perdendo tutte le decorazioni parietali e gli stucchi e anche il terrapieno, se continua a esser abbandonato, cederà. Prima che i ninfei crollino sarebbe meglio si dicesse ai privati che non ci si può appropriare di un pezzo di Storia e poi lasciarlo al degrado”.
I comitati cittadini insieme a FAI si stanno mobilitando per sollecitare i lavori, e salvare questo meraviglioso “luogo del cuore” del Lazio, che altrimenti sarà destinato a scomparire per sempre.
