
ISTANBUL – Nel vecchio quartiere popolare di Ayvansaray in Fatihè, a Istanbul, c’è una libreria pensata per essere «una seconda casa per i siriani emigrati in Turchia». Dentro a Pages – questo il suo nome – si trovano testi in arabo, turco e inglese, affinché la lettura possa essere fruibile per laicisti e islamisti, cittadini e rifugiati. Dopo aver lasciato nel 2013 la Siria, dove lavorava nell’editoria per l’infanzia, Samer al-Kadri ha aperto la sua libreria: divisa in tre piani – di cui uno funge da biblioteca e uno è dedicato ai libri per bambini – Pages si occupa di organizzare corsi di lingua, presentazioni di libri (con autori non solo siriani o turchi, ma anche egiziani o di qualsiasi altra nazione), letture, concerti, proiezioni di film.
Visitando la pagina Facebook, per esempio, si scorrono gli eventi passati, dalla visione di Goodbye Lenin alle attività per i bambini. Un centro dove le menti si incontrano e funzionano incontrandosi, che sia per comprare un libro o no. «Invito le persone a venire, sedersi assieme, parlare e conoscersi più approfonditamente. Questo è il nostro obiettivo», spiega il proprietario in un’intervista su Yabangee, sito d’informazione per i cittadini d’Istanbul emigrati altrove.
A.P.
[jigoshop_category slug=”cartaceo” per_page=”8″ columns=”4″ pagination=”yes”]
[jigoshop_category slug=”pdf” per_page=”8″ columns=”4″ pagination=”yes”]