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L’Isis distrugge ancora:
raso al suolo anche
il monastero di S.Elijah

1 minuto di lettura
monastero mosul
Immagine da wikipedia.org

MOSUL (IRQ) – Per l’ennesima volta le testate giornalistiche sono costrette a dare la notizia delle devastazioni perpetrate dall’Isis a danno di monumenti storici. Questa volta è toccato al monastero di st. Elijah a Mosul: costruito nel 590 d.C. era l’edificio cristiano più antico di tutto il Paese. Il monastero si aggiunge così alla sempre più lunga lista di siti archeologici distrutti dai miliziani del cosiddetto Stato Islamico: Mosul, in particolare, era già stata ferita dalla distruzione delle tombe di Giona, Seth e Daniele e del mausoleo di san Giorgio, patrono della città.

La notizia è stata confermata dalle fotografie satellitari scattate da DigitalGlobe per l’agenzia Associated Press e diffuse dall’emittente britannica Sky News. Le fotografie mostrerebbero le mura del monastero completamente rase al suolo, un’operazione che si sospetta sia stata intrapresa con bulldozer ed esplosivi già nell’agosto del 2014. Il monastero era famoso anche per essere stato teatro nel 1743 di un massacro di monaci cristiani, uccisi per ordine di un generale persiano per essersi rifiutati di convertirsi all’Islam.

S.F.

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Redazione

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