AQUILEIA (UD) – Il 18 marzo scorso, il museo Nazionale del Bardo di Tunisi è stato oggetto di un brutale attacco terroristico. Il museo archeologico nazionale di Aquileia però non è rimasto a guardare e ha teso la mano fino al di là del Mediterraneo. Per salvaguardare alcune delle opere del museo tunisino è stata organizzata la mostra Il Bardo di Aquileia, aperta dal 6 dicembre al 31 gennaio prossimo. Come riportato da Adnkronos, tra le opere ci sono una statua di Giove, il ritratto di Lucio Vero, che governò l’Impero assieme al fratello adottivo Marco Aurelio tra il 161 e il 169 dopo Cristo, e una tipica stele funeraria tunisina appartenente ad un cavaliere del I secolo avanti Cristo. Queste verranno fatte “dialogare” con i reperti conservati ad Aquileia. Tale disposizione simboleggia i legami che unirono il Nord Africa all’alto Adriatico in età romana. Un gesto d’amicizia, una scelta per dare man forte al dialogo interculturale e interreligioso, mai tanto prezioso e bisognoso di tutela quanto al giorno d’oggi. D’altra parte, il vero patrimonio del museo di Aquileia, ha spiegato Antonio Zanardi Landri, il presidente della fondazione Aquileia, «sono le testimonianze vive di una convivenza pacifica e fruttuosa che, 2mila anni, fa legava insieme romani, latini, una comunità giudaica attiva nel commercio e nella produzione delle idee, e una comunità greca». Ha poi aggiunto: « la mostra vuole essere la prima di una serie che cercheremo di mettere in piedi che vuole portare in questo luogo i simboli di tolleranza e convivenza». Il progetto più esteso, chiamato Archeologia Ferita mira a «portare in successione e con cadenza semestrale ad Aquileia opere d’arte provenienti da musei e siti colpiti dai tragici attacchi del terrorismo fondamentalista», ha concluso il direttore.

Y.C.
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