
ROMA – Un convegno che si sta svolgendo in questi giorni (dal 27 al 29 gennaio), organizzato dalla Soprintendenza Speciale per il Colosseo, dal Museo Nazionale Romano, dal Deutsches Archäologische Institut-Rom e dall’École française de Rome, apre una serie di importanti lavori: il Progetto Palatino, che comprende il restauro delle strutture che coprono il colle, dalla Domus Tiberiana al Ponte di Caligola. Il progetto, ideato dall’architetto Maria Grazia Filetici e dall’archeologa Mirella Serlorenzi, intende restituire a Roma una parte del Palatino e, in particolare, alcune porzioni off-limits da molto tempo.
La Domus Tiberiana, ad esempio, è stata chiusa al pubblico nel 1979 a causa dell’instabilità delle mura e del terreno sottostante. Una buona parte del progetto, che impiegherà una cifra di circa 7,3 milioni di euro (per il momento), consiste nel renderla nuovamente visitabile, facendone il fulcro di quattro nuovi percorsi lungo il colle. Dalla Domus Tiberiana il visitatore potrà poi proseguire lungo il ponte di Caligola, ricco di affreschi e di pavimenti a mosaico, e da qui al Terrazzo dei Cipressi, fino ad arrivare a un isolato repubblicano rimasto isolato per secoli e scoperto da poco. E questo è solo uno dei molti percorsi previsti dalla Soprintendenza. La speranza, naturalmente, è che il Palatino possa al più presto costituire una meta privilegiata del turismo della capitale.
S.F.
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