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Ritrovati a Monaco 500 originali italiani, tra essi scritti di Galileo e Copernico

2 minuti di lettura
Non è solo quella delle opere d’arte trafugate da Napoleone Bonaparte la storia della cultura “rubata” in Italia. La polizia tedesca, infatti, ha ritrovato a Monaco 500 opere originali, tutte scritte attorno al sedicesimo e diciassettesimo secolo. Tra di esse le più preziose sono quelle di Galileo Galilei e di Niccolò Copernico.
Le opere, probabilmente, sono giunte lì dopo essere state sottratte dalle Biblioteche italiane dove erano custodite, in un periodo di forte migrazione di manoscritti e codici, soprattutto dovuto al forte controllo della Chiesa restauratrice e del Tribunale dell’Inquisizione.

Grazie a questa notizia può essere messa in evidenza l’importanza di una disciplina inerente al mondo della cultura, anzi fondamentale per esso, ma che spesso agisce nell’ombra con il suo minuzioso ed indispensabile lavoro: la filologia. I testi che noi leggiamo sono frutto di un accurato studio e ricostruzione filologici, senza i quali non potremmo conoscere Platone, Aristotele, ma nemmeno Dante e Boccaccio.
L’invenzione della stampa ha certamente semplificato le cose per il mondo del libro, ma non bisogna dimenticare che la pagina scritta, prima della rivoluzione industriale, era qualcosa di raro e prezioso. In questo panorama possedere un codice era simbolo di ricchezza. Per questo i vari testi viaggiavano spesso, di monastero in monastero, di biblioteca in corte, magari inviati a sovrani come doni.
Il valore di questa scoperta è stato rivelato nella conferenza stampa tenutasi a Monaco, in occasione del ritrovamento, ed ammonta a 2,5 milioni di euro.
Qualcuno un giorno disse: “con la cultura non si mangia”.

Nella fotografia: “De revolutionibus coelistium” di Copernico, presentato al pubblico ed alle telecamere dall’ufficiale di polizia tedesca Elisabeth Zum-Brunch.

C.M.

Redazione

Frammenti Rivista nasce nel 2017 come prodotto dell'associazione culturale "Il fascino degli intellettuali” con il proposito di ricucire i frammenti in cui è scissa la società d'oggi, priva di certezze e punti di riferimento. Quello di Frammenti Rivista è uno sguardo personale su un orizzonte comune, che vede nella cultura lo strumento privilegiato di emancipazione politica, sociale e intellettuale, tanto collettiva quanto individuale, nel tentativo di costruire un puzzle coerente del mondo attraverso una riflessione culturale che è fondamentalmente critica.

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