Modena è una città che custodisce una stratificazione storica complessa e affascinante, in cui testimonianze romane, architetture medievali e memorie ducali convivono in un equilibrio armonico. Collocata nel cuore dell’Emilia-Romagna, Modena non si limita a presentarsi come un centro culturale di rilievo, ma come un laboratorio identitario in continua trasformazione.
Il suo centro storico, ordinato e raccolto, è un intreccio di vie medievali, piazze monumentali e palazzi nobiliari che raccontano l’evoluzione del potere religioso e civile. Visitare Modena significa confrontarsi con una storia che ha radici profonde – a partire dalla colonia romana di Mutina – e che trova il proprio apice nella stagione estense, responsabile della definizione urbanistica e culturale della città moderna.
Quello che segue è un percorso tra le sue principali attrazioni, selezionate per comprendere in modo organico identità, arte e memoria di uno dei centri più significativi dell’Italia settentrionale.
Piazza Grande: il centro del potere civile
Piazza Grande è da sempre il fulcro della vita pubblica modenese. Circondata dal Duomo, dalla Ghirlandina e dal Palazzo Comunale, la piazza rappresenta la perfetta sintesi tra potere religioso e autorità civile. La Pietra Ringadora, presente sin dal Medioevo, era utilizzata per proclami, bandi e giudizi: un luogo dal forte valore simbolico, legato alla giustizia e alla vita politica della comunità.
Questo spazio aperto, oggi patrimonio UNESCO, mantiene ancora un ruolo centrale nella vita cittadina, ospitando cerimonie, iniziative culturali e tradizioni consolidate.
La Cattedrale di Modena: cuore romanico della città
Cominciata nel 1099 sotto la direzione dell’architetto Lanfranco, la Cattedrale di Modena è uno degli esempi più puri di romanico europeo. Il suo valore risiede non soltanto nella qualità architettonica, ma nell’eccezionale apparato scultoreo realizzato dal maestro Wiligelmo e dalla sua scuola. Le formelle della facciata, dedicate alla Genesi, costituiscono un unicum per forza narrativa, intensità espressiva e chiarezza teologica.
L’interno, caratterizzato da un uso sapiente della luce e da una struttura basata su un linguaggio architettonico severo e compatto, conserva la cripta con le reliquie di San Geminiano, patrono della città. La Cattedrale, insieme alla Torre Ghirlandina e a Piazza Grande, è inserita dal 1997 nella lista dei siti UNESCO.
La Torre Ghirlandina: simbolo civico e identitario
La Torre Ghirlandina, con la sua inconfondibile silhouette slanciata, è da secoli la “sentinella” di Modena. Sorta accanto alla Cattedrale con funzioni campanarie e civiche, la torre venne iniziata intorno al XII secolo dai Maestri Campionesi, celebri per il loro linguaggio architettonico che unisce rigore romanico e primi accenti gotici. La struttura attuale è frutto di fasi costruttive successive che, tra il XIII e il XIV secolo, ne hanno definito l’aspetto slanciato e armonico, culminante nella cuspide ottagonale.
Il nome “Ghirlandina” deriva dai due loggiati superiori che, come una ghirlanda marmorea, alleggeriscono la massa della torre e le conferiscono una grazia verticale unica. Questa decorazione non ha solo un valore estetico, ma anche simbolico: rappresenta il ruolo della torre come segno di prestigio civico, emblema della comunità e della sua autonomia.
Per la città medievale, la Ghirlandina era molto di più di un campanile. Conservava documenti di valore, scandiva il tempo urbano con le campane e garantiva un punto di osservazione privilegiato contro eventuali minacce. Ma soprattutto rappresentava un’affermazione visiva del potere cittadino, una risposta monumentale alla verticalità delle torri difensive e dei simboli ecclesiastici delle città rivali.
L’interno, con i suoi corridoi angusti e le scalinate in pietra consumate dall’uso, testimonia un rapporto continuo tra architettura e vita urbana: un susseguirsi di pianerottoli, ambienti di servizio, ringhiere medievali e aperture che lasciano filtrare la luce.
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La Galleria Estense: memoria artistica della corte ducale
Custodita all’interno del Palazzo dei Musei, la Galleria Estense è una delle più importanti raccolte dinastiche d’Europa. Nata dalla committenza degli Este, la collezione comprende dipinti, sculture, medaglie, strumenti musicali e manufatti preziosi che illustrano il gusto e le aspirazioni culturali della corte.
Tra le opere più significative spiccano il Ritratto di Francesco I d’Este di Diego Velázquez, la Venere di Guido Reni, la Madonna col Bambino attribuita a Cima da Conegliano e pregevoli esempi di arte lombarda, veneta e ferrarese. Il museo consente una lettura chiara della fortuna artistica degli Este e del loro ruolo nelle dinamiche culturali italiane fra Rinascimento e Barocco.
L’Accademia Militare di Modena: storia e formazione nella residenza ducale
L’attuale Accademia Militare di Modena ha sede nel monumentale Palazzo Ducale, capolavoro dell’architettura barocca voluto dagli Este nel XVII secolo. Progettato da Bartolomeo Avanzini e arricchito dagli interventi di architetti come Bernini e Vigarani, il palazzo fu residenza ducale fino all’Unità d’Italia.
Dal 1859 ospita la prima sede dell’Accademia Militare italiana, dove vengono formati gli ufficiali dell’Esercito e dell’Arma dei Carabinieri. Oltre all’importanza architettonica – facciata monumentale, corti interne d’impianto seicentesco, scalone d’onore – il palazzo conserva ambienti decorati, sale cerimoniali e la celebre Sala del Trono, testimonianza tangibile della magnificenza estense.
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