
L’ultima mostra organizzata al MoMA da Pedro Gadanho, ex curatore della sezione architettura al museo newyorkese e ora direttore del nuovo MAAT di Lisbona, è intitolata: “A Japanese Constellation: Toyo Ito, SANAA and beyond”. Non certo un saluto qualunque, ma un congedo in grande stile.
Il visitatore viene a contatto con uno spazio raffinato, che parla di leggerezza e traslucenza. Semplici pannelli di stoffa si intersecano e separano le aree dedicate ai diversi architetti con modelli, disegni. schizzi, intuizioni primitive, accenni a spazio e struttura. A Japanese Constellation, che presenta una retrospettiva della carriera di Toyo Ito e della sua influenza come mentore di una nuova generazione di architetti giapponesi, allestisce opere recenti di Kazuyo Sejima, Ryue Nishizawa, Sou Fujimoto, Akihisa Hirata e Junya Ishigami.
Artribune riporta che la mostra, incentrata sul lavoro di Ito per la Mediateca di Sendai e il 21st Century Museum of Contemporary Art di SANAA di Kanazawa, presenta progetti di varia scala. Questi non parlano di vastità, anche quando sono di grandi dimensioni, nè di confinamento, ma sono sempre aperti in un dialogo continuo l’uno con l’altro e con l’ambiente circostante. Manufatti architettonici che, invece di suggerire geometria, suggeriscono le qualità a essa associate.
La mostra chiuderà il 4 luglio 2016.
Y.C.
[jigoshop_category slug=”cartaceo” per_page=”8″ columns=”4″ pagination=”yes”]
[jigoshop_category slug=”pdf” per_page=”8″ columns=”4″ pagination=”yes”]