Stanotte, a Las Vegas, ci ha lasciti all’età di 89 anni il re del Blues B. B. King, da tempo malato di diabete.
Dai campi di cotone del Mississippi, dove lavorava da ragazzo, alle glorie del successo musicale, King ha avvicinato nuovi fans al blues e, con la sua Gibson, a cui aveva dato il nome di Lucille, ha influenzato generazioni di musicisti, a partire da Eric Clapton, ed ha venduto milioni di dischi in tutto il mondo. La leggenda del blues aveva cominciato la sua carriera in un’età tardiva, a circa quarant’anni, ma nonostante questo è riuscito ad aggiudicarsi 15 Grammy Award, l’ultimo dei quali nel 2009 nella categoria blues tradizionale con l’album One Kind Favor.
Per comprende quale straordinaria considerazione il mondo della musica avesse per quest’uomo, basti scorrere l’elenco di artisti che hanno voluto suonarci insieme o lo hanno voluto come ospite nei loro dischi: da Clapton a David Gilmour, da Elton John a Luciano Pavarotti, da Jeff Beck a Van Morrison, fino a Phil Collins e Zucchero.
Tra i suoi pezzi più famosi: Lucille, Sweet black angel e Rock me baby.
C.M.