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Censurato Huckleberry Finn a scuola
a causa della parola “negro”

2 minuti di lettura

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FILADELFIA – Una scuola superiore del Filadelfia, la Friends’ Central School, ha deciso di non insegnare più il celebre romanzo di Mark Twain, Le avventure di Huckleberry Finn. Nonostante Ernest Hemingway lo abbia definto il romanzo da cui deriva tutta la letteratura americana moderna, l’opera, pubblicata nel 1884, è stata censurata o criticata in più occasioni, a partire dal 1885, anno in cui fu definita «spazzatura adeguata solo ai bassifondi». Oggi invece, a distanza di più di un secolo, il libro viene eliminato dal programma scolastico – ma, fortunatamente, non dalla biblioteca – a causa dell’uso massiccio della parola nigger, negro, utilizzata più di 200 volte. Già nel 2011 un editore aveva notato questa ripetizione e aveva sostituito la parola incriminata con un semplice slave, schiavo. A polemizzare per la presenza di questo termine sono stati a quanto pare gli studenti, che l’hanno trovato provocatorio, pungente. Come riferito da The Guardian, il preside ha spiegato: «Non penso si tratti di un atto di censura. Credo fermamente che questa sia un’opportunità per la scuola per fare dei passi avanti e ascoltare gli studenti».

Se da un lato la parola può effettivamente urtare la sensibilità di alcuni studenti, il valore letterario dell’opera e la sua valenza storica e culturale fanno sì che questo termine, effettivamente utilizzato quotidianamente nell’America dell’Ottocento, passi in secondo piano. Le avventure di Huckleberry Finn insegna valori come l’amicizia e l’umanità; assimilati questi valori, capire che nel XXI secolo usare la parola negro è scorretto diventa un gioco da ragazzi.

D.F.

 

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Redazione

Frammenti Rivista nasce nel 2017 come prodotto dell'associazione culturale "Il fascino degli intellettuali” con il proposito di ricucire i frammenti in cui è scissa la società d'oggi, priva di certezze e punti di riferimento. Quello di Frammenti Rivista è uno sguardo personale su un orizzonte comune, che vede nella cultura lo strumento privilegiato di emancipazione politica, sociale e intellettuale, tanto collettiva quanto individuale, nel tentativo di costruire un puzzle coerente del mondo attraverso una riflessione culturale che è fondamentalmente critica.

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