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La vittoria di Trump e le élites
secondo Jeremy Corbyn:
«Serve un’alternativa globale»

3 minuti di lettura

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L’elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti d’America ha causato un forte stupore in tutto il globo. Le sue sparate cariche d’odio, con le quali si è guadagnato il sostegno di più della metà dell’elettorato americano, fanno paura a molti. Ma i toni forti e politicamente scorretti sono solo un mezzo. Ciò che davvero ha spostato l’ago della bilancia in favore di Donald Trump è stato il malcontento del popolo americano verso un establishment dal quale non si sente più rappresentato. Quello per Trump è stato, di fatto, un voto di protesta. Un dito medio tinto di biondo alzato da decine di milioni di persone a una classe dirigente che non stima.

Lo ha espresso bene Jeremy Corbyn, il leader del Labour Party inglese, in un post su Facebook di questa mattina. Di seguito ne riportiamo la traduzione:

«In Gran Bretagna e negli altri paesi sono in molti a essere comprensibilmente scioccati dalla vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali statunitensi, soprattutto per la retorica che la circonda e per ciò che questo risultato significa per gli Usa stessi e per il resto del mondo.

L’elezione di Trump è un rifiuto inconfondibile dell’establishment politico e di un sistema economico che per molti semplicemente non funziona. Un sistema che ha incrementato le disuguaglianze e che ha peggiorato o impedito il miglioramento degli standard di vita della maggior parte delle persone, negli Usa come in Gran Bretagna. [n.d.t. e nel resto d’Europa].

È il rifiuto di un sistema socioeconomico che non è stato in grado di generare consenso e di un élite di governo che non ha ascoltato la gente. E la stessa rabbia che ha proiettato Donald Trump verso l’ufficio presidenziale ha causato simili sconvolgimenti in tutto il mondo.

Ma alcune delle risposte di Trump ai grandi problemi che gli USA devono affrontare, e la retorica divisiva che le circonda, sono chiaramente sbagliate.

Non ho dubbi, tuttavia, riguardo al fatto che la decenza e il buonsenso del popolo americano prevarranno, ed esprimiamo la nostra solidarietà a una nazione di migranti, innovatori e democratici.

Dopo quest’ultimo segnale di allarme globale, il bisogno di un’alternativa reale a un sistema politico ed economico fallimentare non potrebbe essere più evidente.

Quest’alternativa dev’essere costruita lavorando insieme, puntando alla giustizia sociale e a un rinnovamento economico, invece che seminando paura e divisione. E le soluzioni che offriamo devono migliorare le vite di tutti, non mettere un gruppo di persone contro l’altro.

Gli americani hanno fatto la loro scelta. La nostra necessità più urgente adesso è lavorare da un continente all’altro per fronteggiare le nostre sfide globali comuni: assicurare la pace, agire contro i cambiamenti climatici e garantire prosperità economica e giustizia».

 

 

Yuri Cascasi

Nato nel 1991, laureato in Lingue e Letterature Straniere all'Università degli Studi di Milano. Molte passioni si dividono il mio tempo, ma nessuna riesce a imporsi sulle altre. Su di me, invece, ci riescono benissimo.

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