Remember, remember the 5th of November! Così recita una famosa poesia per bambini inglese.
Ma perché il 5 novembre dovrebbe essere ricordato? Due parole, un nome: Guy Fawkes.
Il suo volto baffuto è spesso passato sotto i nostri occhi, senza che ci interrogassimo su quale fosse la storia dietro a quegli occhi vuoti. Una maschera, ecco chi è per noi Guy Fawkes. Reso celebre dal cult V per Vendetta, il suo volto è divenuto simbolo di anarchia e ribellione; eppure, molto spesso si ignora la serie di eventi che fatto di quest’uomo un simbolo.
Un regno in bilico
La storia ha inizio a Londra: siamo nel 1603 e la regina Elisabetta I è appena morta senza lasciare eredi, motivo per cui si apre una complessa successione. Tra i candidati al trono spicca Giacomo VI di Scozia, figlio di Maria Stuart – giustiziata con l’accusa di complotto su ordine della stessa Elisabetta. Giacomo sembra avere tutte le carte in tavola per ricoprire la carica reale, e ne è consapevole: per anni ha preparato la sua ascesa al trono.
La situazione non è delle più felici, soprattutto a causa delle tensioni religiose presenti all’interno del regno, nella fattispecie tra il “blocco protestante” e quello cattolico. Luterani, calvinisti e anglicani si sono uniti per ridurre i poteri dei cosiddetti “papisti” (i cattolici, per l’appunto), spesso accusati di essere spie del regno di Spagna e dello stesso Papa. All’interno di questo equilibrio molto precario, il futuro re Giacomo I si mostra inizialmente in buoni rapporti con gli esponenti della fede cattolica – pur essendo lui protestante – proprio per favorire una sua eventuale, poi effettiva, incoronazione.
Tuttavia, i festeggiamenti dei cattolici sono destinati ad avere breve durata: già nel 1604 il nuovo sovrano ristabilisce una serie di dure regole contro di loro e mette in atto delle politiche discriminatorie rivolte contro chi si rifiuta di abiurare le fede cattolica.
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La nascita di un complotto
Restrizioni, persecuzioni, accanimento. In un clima in cui si fomenta l’odio nei confronti dei “papisti”, l’insoddisfazione e la rabbia dei cattolici favoriscono il fiorire di complotti ai danni di re Giacomo e di ciò che lui rappresenta. Il più famoso è la Congiura delle polveri.
Maggio 1604: cinque persone si trovano in una locanda.
Lo scopo? Progettare un piano per decapitare la corona inglese e i vertici (protestanti) della politica. Come si può ben intuire dal nome che l’ha consacrato alla storia, il piano prevede di raccogliere un enorme quantitativo di polvere da sparo e portarla nelle vicinanze del parlamento, appiccando poi il fuoco nel momento della riunione. Secondo i promotori di tale iniziativa, ciò dovrebbe portare al caos e al conseguente scoppio di una rivolta cattolica – magari supportata dalla cattolicissima Spagna, con cui l’Inghilterra non ha ancora firmato un trattato di pace.
Gli ideatori del piano: Robert Catesby, la mente e principale promotore della congiura; Guy Fawkes, fuggito all’estero presso la corte del re di Spagna, ha spinto spesso per nuova guerra e alla fine è rientrato per appoggiare la ribellione; Thomas Percy, servitore e uomo del conte di Northumberland, il quale viene considerato dai tre un possibile candidato come nuovo lord protettore d’Inghilterra (protestante, ma legato agli ambienti cattolici).
26 Marzo 1605: fingendo di voler ampliare una casa adiacente al Parlamento inglese, viene affittata dai congiurati una piccola cantina, collocata proprio sotto all’edificio e ora conosciuta come “La cantina di Guy Fawkes”. Con il favore della notte, i congiurati iniziano a stoccare nell’antro dei grossi barili (poi riempiti di esplosivo), che si uniscono alle varie cianfrusaglie già presenti al momento dell’acquisto e possono, di conseguenza, passare inosservati. Da dove arriva, però, tutta quella polvere da sparo? Usata dai soldati, viene spesso venduta da questi ultimi per arrotondare la paga, in quantità che non destino troppi sospetti. In questo modo, pian piano i congiurati riescono ad accumulare un quantitativo utile a riempire trenta barili.
Il piano, tuttavia, non tarda a incepparsi.
L’arresto
Un giorno un nobile, tale Montague, riceve da un suo servo una lettera sgrammaticata. Tra parole dalla grafia illeggibile e grossolani errori, un messaggio risulta chiaro: qualcuno vuole tentare di uccidere il sovrano, per cui gli conviene stare alla larga dal Parlamento. Nonostante la voce inizi a girare, la mancanza di dettagli relativi all’operazione convince Robert Catesby e Guy Fawkes a procedere con il piano.
Errore clamoroso.
Ben presto la voce giunge anche alle orecchie di re Giacomo, che dal 1° novembre mette in atto delle perquisizioni in tutti i locali adiacenti l’edificio parlamentare. La sera del 4 novembre Guy Fawkes – già messo sotto osservazione – viene visto aggirarsi nei pressi della famigerata cantina e seguito giù, lungo le scale che portano al deposito e, allo scoccare della mezzanotte tra 4 e 5 novembre, viene arrestato con l’accusa di complotto. A tradirlo, la sua superficialità ed eccessiva sicurezza.
Alla notizia dell’arresto del proprio compagno, gli altri congiurati decidono di fuggire verso il Galles, ma ben presto vengono catturati e riportati in catene a Londra. Intanto, Fawkes viene torturato sotto ordine esplicito del sovrano – normalmente non è prevista la tortura per cittadini inglesi – e, dopo due giorni, cede alle sofferenze svelando ogni dettaglio.
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30 gennaio 1606: i primi quattro congiurati salgono sul patibolo, dove vengono impiccati e poi squartati secondo il trattamento previsto per i traditori. La stessa cosa avviene il giorno successivo, facendo in modo che Guy Fawkes, l’uomo che ha incarnato la stessa ribellione, sia l’ultimo a morire.
Dalla congiura al mito: la maschera di Guy Fawkes
A cosa collegare, quindi, i festeggiamenti del 5 novembre? La corona, non appena si diffonde la notizia della cattura dei traditori, dà ordine che la popolazione festeggi lo scampato pericolo accendendo dei grandi falò e fuochi per la città, tanto che la notte del 5 novembre viene ancora soprannominata Bonfire Night – divenuta dall’anno successivo un’occasione per festeggiare il re e la sua vittoria contro i nemici.
La morte di Guy Fawkes e il suo coinvolgimento in un piano volto a rovesciare il governo sono diventati per molti un simbolo di libertà, di denuncia e di ribellione nei confronti dell’ordine precostituito, della tirannia e della lotta contro i “poteri forti”.
Tutto racchiuso in un viso, in una maschera e in un paio di baffi iconici.
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