«I nostri caschi blu della Cultura sono pronti ad intervenire a tutela del patrimonio culturale minacciato o devastato dal terrorismo internazionale. Se Palmira sarà la prima occasione in cui verremo chiamati lo decideranno l’Unesco e la comunità internazionale, che devono anche stabilire tempi, modalità e coinvolgimento di uno o più paesi. Noi comunque siamo pronti». Lo ha ribadito il ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, commentando quanto detto dal presidente siriano, Bashar al Assad, secondo cui le forze governative hanno ripreso il totale controllo della città di Palmira, in mano all’Isis dal maggio 2015.
Il sito archeologico di Palmira è celebre per i suoi templi religiosi e la sua importanza storica, tanto da essere considerato patrimonio UNESCO, ma negli ultimi mesi alcuni video hanno mostrato i miliziani dell’ISIS distruggere numerose opere d’arte, monumenti ed edifici. Maamoun Abdulkarim, direttore generale dei siti archeologici, ha spiegato che fortunatamente i danni non sono così gravi e molte delle rovine sono state danneggiate solo parzialmente. La statua del Leone di Al-lāt per esempio è stata distrutta lo scorso anno, ma i suoi pezzi possono essere ricomposti per ridare vita all’opera. Lo stesso vale per i resti del Tempio di Baal, che si trovano ancora sul posto.
Per vedere le foto di Palmira prima e dopo l’attacco dell’ISIS clicca qui.
D.F.
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