Era il 27 marzo 2004 quando Annalisa Durante veniva uccisa nel rione napoletano di Forcella. Un sabato sera come tanti, in cui però due clan rivali avevano deciso di sfidarsi ignobilmente, in una strada affollata di gente. Annalisa venne colpita da un proiettile sparato da Salvatore Giuliano, boss del quartiere poi condannato a vent’anni di reclusione, troppo pochi per aver spezzato, crudelmente, una vita innocente.
Il dolore dei familiari della giovane fu enorme e resta tutt’oggi insanabile, una ferita aperta che neanche il tempo e la giustizia potranno mai rimarginare; tuttavia, è proprio da tale sofferenza che il padre Giovanni è riuscito a trarre la forza per guardare avanti.
Negli spazi dell’ex cinema Biondo, a Forcella, Giovanni ha infatti dato vita ad una biblioteca pubblica dedicata alla figlia, un luogo dove fabbricare e diffondere cultura per combattere con forza l’ignoranza e il degrado.
«La cultura per combattere la Camorra, per dare una speranza ai giovani che vivono qui», ha dichiarato Durante il quale, sette mesi fa, ha iniziato a raccogliere una serie di libri che, in breve tempo, sono diventati numerosissimi (circa seimila). Tutta Italia si è mobilitata per aiutare questo padre a portare avanti la sua impresa, e molti, servendosi della Posta o recandosi in loco, hanno contribuito ad arricchire gli scaffali della biblioteca. I testi sono destinati a tutti, ha affermato Giovanni, in particolare ai figli e ai nipoti dei camorristi perché «solo prendendo questi libri in mano si può cominciare a cambiare».
Attraverso questo progetto Giovanni ha ritrovato il senso di una vita, dedicandosi all’impegno sociale per la rinascita del rione affermando, con la consapevolezza di chi ancora crede in un futuro migliore, che «la cultura salva le anime».
G.A.
