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Accesso sopraelevato alle grandi città

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Non sempre è piano e ludico l’approccio in visita di piacere a una più o meno grande città. Anche l’attività del visitatore richiede abilità ed esperienza per essere espletata nel migliore dei modi. E se spesso sono i flaneurs ad andare per la maggiore, preceduti da quella loro aria sbarazzina e dalla non necessità di un attento studio della meta prescelta, un approccio razionale, da viaggiatore navigato, è meno bohémien ma alla lunga certamente più proficuo.

Skylines delle città

I prediletti sono sempre i panorami dall’alto. Visioni d’insieme che regalano la sicurezza, non troppo motivata, di aver ragione, sin da un primo rapido contatto, di una realtà tanto grande e tanto estranea. Spopolano i ragguagli sui migliori punti da cui vedere una località dall’alto, alcuni celeberrimi – soprattutto quando trattasi di città in territorio pianeggiante – altri più gustosi, per i giramondo più raffinati. E se la meta in questione è ai piedi delle montagne, nessuna classifica godrà mai di uno statuto di assoluta verità.

Dalla terra sabauda

Per Torino citare la Mole Antonelliana è un must. Simbolo dell’ex capitale del Regno d’Italia, l’opera dell’architetto Alessandro Antonelli svetta a 168 m d’altezza. L’ascensore panoramico accompagna i visitatori fino al “tempietto” intermedio, da cui si gode di una vista a 360° sulla città. Il monte dei Cappuccini, invece, fu un dono del Duca Carlo Emanuele I ai frati Cappuccini alla fine del 1500. Si slancia sulla città, dritto in faccia a piazza Vittorio Emanuele.

Meno convenzionale e più sofisticata è la scelta del Turin Eye, la mongolfiera di Torino, il pallone aerostatico frenato più grande del mondo. Si eleva a 150 metri, 61 in più del punto più alto raggiungibile sulla Mole Antonelliana. L’ascesa parte da piazza Borgo Doria. Con il campanile del Duomo di Torino, poi, l’altro celebre punto di osservazione della città è la basilica di Superga, firmata dall’architetto barocco Filippo Juvarra.

Spostandosi verso oriente

A Verona sono tre i punti strategici che dominano la visuale: la torre dei Lambretti, castel San Pietro e il santuario Madonna di Lourdes. Partendo da lontano per zoomare verso il centro, è quest’ultimo che, dalla cima del colle del Belvedere, stordisce di aria fresca e panorami che saturano la vista. Il piazzale di castel San Pietro, oltre l’Adige, si affaccia sul Ponte Pietra. Un tempo era suolo romano dominato da un antico tempio che oggi, nelle sere d’estate, si popola di musica e spettacoli.

Nel centro storico invece troneggia la torre dei Labretti, giusto sopra il palazzo della Ragione. Vanta un primato di vecchiaia in città (inaugurata nel 1464, la sua costruzione cominciò già nell’undicesimo secolo). Sporgendosi sui tetti veronesi, da qui si ammira piazza delle Erbe e la più piccola piazza dei Signori.

La rossa centrale

Colli, torri, terrazze di locali: Bologna offre una selezione ricca di posti che ne regalano una vista mozzafiato, a partire dalla stracitata torre degli Asinelli (97,20 m), terminata nel 1684 nell’interezza dei suoi 498 gradini. Seicento arcate di portico si rincorrono dalla città al santuario di San Luca, la cui costruzione fu battezzata nel 1674. Seguono la terrazza di San Petronio, la torre Prendiparte, l’hotel Touring, San Michele in Bosco, e, per gli amanti del non-convenzionale, il ponte Matteotti, che regala una delle panoramiche più fotografate.

La città di Roma capitale

A Roma si è già in odore di un buon numero di rivalità di punti panoramici, considerato che sette colli abbracciano la capitale d’Italia. La terrazza del Vittoriano troneggia sulla lista, accanto alla scalinata delle scuderie del Quirinale e alla cupola di San Pietro, i bastioni di castel Santangelo e l’ultimo livello del Colosseo, ora riaperto. Il giardino degli Aranci è appollaiato sull’Aventino. Più avanti di qualche decina di metri, in piazza dei cavalieri di Malta, dal buco della serratura del portone della villa del Priorato, si gode di una vista che spalanca gli occhi.

Il punto più alto di Roma è però sul Monte Mario, scavato dalla via Trionfale (su cui un tempo passavano i generali vittoriosi) e dalla via Francigena. Dallo Zodiaco strizzando gli occhi si vede tutta Roma, fino agli Appennini. Ottantotto metri per il colle Gianicolo, anche se non è uno degli arcinoti sette, al centro di Roma, dritto sopra Trastevere. Il Pincio è giusto sopra piazza del Popolo, un verde belvedere della città più verde d’Europa.

Francesca Leali

Nata a Brescia nel 1993. Laureata in lettere moderne indirizzo arti all'Università di Bergamo, dopo un anno trascorso in Erasmus a Parigi. Appassionata di fotografia, cinema, teatro e arte contemporanea.

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