Ansel Adams e la fotografia
pura del Gruppo f/64

«The members of Group f/64 believe that photography, as an art form, must develop along lines defined by the actualities and limitations of the photographic medium, and must always remain independent of ideological conventions of art and aesthetics that are reminiscent of a period and culture antedating the growth of the medium itself».

«I membri del Gruppo f/64 sostengono che la fotografia, essendo una forma d’arte, debba svilupparsi lungo le linee definite dall’attualità e dalle limitazioni del mezzo fotografico, e sempre rimanere indipendente dalle convenzioni ideologiche dell’arte e dell’estetica che ricordano un periodo e una cultura anteriore alla nascita del mezzo stesso».

(dal Manifesto del Gruppo f/64, 1932)

© Ansel Adams, ca 1933, Trees and Snow

© Ansel Adams, ca 1933, Trees and Snow

Nel 1932, durante una mostra al M.H. De Young Memorial Museum di San Francisco, i componenti del Gruppo f/64 pubblicano il loro manifesto artistico: l’obiettivo, dichiarano, è una fotografia pura, dove per «pura» si intende «possessing no qualities of technique, composition or idea, derivative of any other art form» (in possesso di nessun tipo di tecnica, composizione o idea derivante da altra altra forma d’arte). In parole povere, questo gruppo si dichiara indipendente dalla pittura e dalla scultura, prendendo le distanze dal  pittorialismo, un movimento sviluppatosi negli ultimi decenni del XIX secolo che, volendo elevare la fotografia al rango delle altre arti figurative, ne imitava le sembianze con diverse modalità, come ad esempio l’uso di obiettivi soft-focus per ridurre i contrasti e quindi conferire all’immagine maggiore morbidezza.

London, 1899 by Leonard Misonne

© Leonard Misonne, 1899, Londra

Un tipico esempio di pittorialismo, da uno scatto del fotografo belga Leonard Misonne.

© Ansel Adams, 1942, Tetons and the Snake River

© Ansel Adams, 1942, Tetons and the Snake River

Il Gruppo f/64 nasce nel 1932 dall’idea dello statunitense Ansel Easton Adams (San Francisco, 20 febbraio 1902 – Carmel-by-the-Sea, 22 aprile 1984) che riunì alcuni artisti aderenti alla straight photography, la fotografia diretta, pura. Il nome del gruppo deriva dall’apertura minima del diaframma di un apparecchio fotografico che consente di conferire allo scatto la massima profondità e l’assoluta nitidezza. Ovviamente, un’apertura così bassa richiede una lunga esposizione e quindi l’immobilità del soggetto fotografato e perciò è indicata per ritrarre paesaggi o nature morte.

Ansel Adams, 1948, Vernal Fall

© Ansel Adams, ca 1948, Vernal Fall

«Tu non fai una fotografia solo con la macchina fotografica. Tu metti nella fotografia tutte le immagini che hai visto, i libri che hai letto, la musica che hai sentito e le persone che hai amato.»

(Ansel Adams)

La passione ambientalista e naturalistica di Adams è evidente in tutti i suoi scatti, per lo più paesaggi, e lo porta a diventare prima fotografo ufficiale del Sierra Club, la più antica e grande organizzazione ambientale degli Stati Uniti, e poi membro nel 1934 del Consiglio di Amministrazione della stessa, insieme alla moglie. Inoltre, grazie al suo Sistema Zonale − procedimento da lui sviluppato per determinare l’esposizione migliore al fine di rendere l’intera gamma delle sfumature tonali di una scena – ha permesso un eccelso sviluppo della tecnica del bianco e nero.

© Ansel Adams, 1946, Sundown, the Pacific

© Ansel Adams, 1946, Sundown, the Pacific

Oltre che da Adams, il Manifesto del 1932 fu firmato da altri sette fotografi − Imogen Cunningham, Willard Van Dyke, John Paul Edwards, Consuelo Kanaga, Sonya Noskowiak, Henry Swift e Edward Weston − e, a questa prima mostra, furono esposti i lavori di ottanta artisti, tutti in linea con le concezioni artistiche del movimento.

Consuelo Kanaga

© Consuelo Kanaga

Il Gruppo f/64 è stato in grado di ridefinire i canoni della fotografia adeguandosi a una società le cui dinamiche non erano più adatte ad essere rappresentate con le tecniche passate: la Grande Depressione affliggeva gli Stati Uniti ed era necessaria una svolta in quanto la realtà non risultava più essere un bel dipinto, come il pittorialismo voleva. L’esperienza di questo movimento innovativo, comunque, si esaurisce nel 1935 anche se, nonostante lo scioglimento del gruppo, molti artisti continuarono a scattare e diventarono fra i più influenti della storia della fotografia.

 

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Camilla Volpe
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