Bêtes Blonde: uno stranissimo film romantico

Bêtes Blonde è il primo lungometraggio di Alexia Walther e Maxime Matray e vincitore del Premio Circolo del Cinema alla 33°Settimana Internazionale della Critica. Vediamo più da vicino questa curiosa pellicola, non proprio alla portata di tutti.

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Da solo nel bosco

Fabien è un ex attore di sit-com televisive ormai dimenticato. La sua vita scorre tra una perdita di memoria all’altra dovuta, secondo la sua spiegazione, al fatto che il suo corpo non sintetizza più la vitamina D. Questo lo porta a trovarsi di continuo in situazioni a dir poco bizzarre. Ad incappare nel percorso di Fabien c’è Yoni, un ragazzo in lutto per il suo fidanzato, Richy, morto decapitato in un incidente. La famiglia del defunto incolpa Yoni per l’accaduto, il quale,preso dalla disperazione ruba la testa del suo amato perché proprio non riesce a separarsi da lui. Il povero Fabien si troverà in mezzo a questa situazione.

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Un film che rimane in testa

Un film kafkiano che alterna scene umoristiche a scene a dir poco disgustose in particolare in una sequenza che sembra omaggiare Salò o le 120 giornate di Sodoma (e sappiamo tutti di quale scena stiamo parlando). Se da sfondo a Bêtes Blonde c’è un’atmosfera onirica e surreale, più che comprensibili sono i sentimenti di questi tristi personaggi, Fabien e Yoni, che cercano di sopravvivere ai drammi che la vita ha riservato loro.

Fabien non solo non riesce a distinguere la realtà dalla finzione televisiva della sua sit-com, ma è anche tormentato dalla morte della fidanzata Corinne, anche lei decapitata in un incidente stradale. Le storie dei due ragazzi sono molto simili e la testa di Richy rappresenta una prova d’amore, un ricordo da cui non ci si vuole separare.  

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Alcool, sigarette e salmone

Bêtes Blonde è una pellicola complessa che non può essere apprezzata da tutti, ma che sicuramente vale la pena di vedere, se non almeno, per conoscere Fabien e la sua mania di mangiare qualunque cosa in continuazione, dai fiori ai mozziconi di sigaretta, persino un orecchio umano.

Immagine di copertina: nonsolocinema.com

Azzurra Bergamo

Classe 1991. Laureata in Lettere e in Editoria e Giornalismo. Naturalizzata veronese, sogna un mondo dove la percentuale dei lettori tocchi il 99%.
Azzurra Bergamo
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