blade runner ridley scott

Blade Runner e la crisi
della contemporaneità

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È curioso come un film sui replicanti sia diventato esso stesso un replicante. Un doppio di se stesso, un revenant destinato a non spegnersi. Ridley Scott ha seguito la duplice direzione delle aspirazioni e del mercato e, dal 1982 in poi, ha prodotto tanti piccoli Blade Runner sempre più profetici e desiderosi – come i loro personaggi – d’infrangere la barriera della mortalità.

Di qualche mese fa la notizia di un secondo capitolo, di oltre ventitré anni, il Director’s Cut. Il fatto che Blade Runner continui a parlare all’intelligenza del pubblico è ormai un dato di fatto; non si tratta di un semplice film di culto, di un fenomeno pop alla Blues Brothers in grado di causare la sola impennata di vendite di occhiali o feticci da amatori.

Blade Runner di Ridley Scott è ciò che comunemente si usa definire immortale. Non solo perché resiste al tempo e allo spazio senza scadere mai nella minestra riscaldata di cui prequel e sequel facilmente abbondano ma perché, incredibilmente, risulta essere cadenzato sulla contemporaneità. [Continua a leggere su NPC Magazine]

Blade Runner Ridley Scott

 

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Ginevra Amadio

Ginevra Amadio nasce nel 1992 a Roma, dove vive e lavora. Si è laureata in Filologia Moderna presso l’Università di Roma La Sapienza con una tesi sul rapporto tra letteratura, movimenti sociali e violenza politica degli anni Settanta. È giornalista pubblicista e collabora con riviste culturali occupandosi prevalentemente di cinema, letteratura e rapporto tra le arti. Ha pubblicato tra gli altri per Treccani.it – Lingua Italiana, Frammenti Rivista, Oblio – Osservatorio Bibliografico della Letteratura Otto-novecentesca (di cui è anche membro di redazione), la rivista del Premio Giovanni Comisso, Cultura&dintorni. Lavora come Ufficio stampa e media. Nel luglio 2021 ha fatto parte della giuria di Cinelido – Festival del cinema italiano dedicato al cortometraggio. Un suo racconto è stato pubblicato in “Costola sarà lei!”, antologia edita da Il Poligrafo (2021).

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