Carlo Cattaneo: il progresso come genesi per l’Unità d’Italia

Negli anni ’30 e ’40 dell’Ottocento, il pensiero liberale italiano venne contrassegnato dal contributo fondamentale dato dall’intellettuale milanese Carlo Cattaneo, che esercitò un’influenza fondamentale sulle successive generazioni degli intellettuali moderati-liberali.

Nei suoi studi, Cattaneo si concentrò sull’analisi dei progressi economici che stavano avvenendo negli stati nel nord Europa e su come poterli applicare nel Lombardo-Veneto. Nel 1839 fondò la rivista Il Politecnico e il successo fu così importante che nel giro di poco tempo arrivò ad una tiratura massima di ben 700 copie.

I suoi interessi spaziavano in molti campi di applicazione del progresso scientifico, tanto che il governo del regno austriaco del Lombardo-Veneto richiese allo stesso Cattaneo la sua collaborazione, che però rifiutò. Durante i moti insurrezionali delle Cinque giornate milanesi, Carlo Cattaneo partecipò in prima linea nella lotta fatta dal popolo contro il governo austriaco. Fino a quegli avvenimenti si era astenuto da qualsiasi militanza politica, dedicandosi alla redazione della sua rivista ed allo studio.

I suoi articoli sul Politecnico avevano per oggetto i più svariati campi, che andavano dalla linguistica, alla storia, agricoltura, fisica, ed economia. Evidente era l’influsso della filosofia illuminista, tuttavia Cattaneo era conscio dei limiti che aveva tale corrente di pensiero, rifiutandone l’eccessivo individualismo e l’erronea interpretazione che veniva data alla storia come un semplice movimento lineare del progresso verso il conseguimento della ragione da parte dell’uomo. Per Carlo Cattaneo lo studio della civiltà andava eseguita solamente inquadrando il contesto sociale. Secondo lui, il risultato maggiore dello sviluppo civile e sociale si raggiunse con l’istituzione dei comuni nel basso Medioevo, i quali furono «la culla delle scienze sperimentali» e considerati i progenei della civiltà moderna, data dal superamento della vecchia istituzione feudale:

Questo passaggio dalla legislazione feudale alla civiltà è un fatto. E questo è il fedele riassunto della storia verace che nel nostro privilegiato paese ebbe luogo da settecentesco anni.

Oltre al progresso scientifico era fondamentale anche quello economico, che doveva essere caratterizzato esclusivamente dalla libera competizione. Nel Pamphlet intitolato Notizie naturali e civili su la Lombardi, pubblicato nel 1844, Cattaneo individuò nel settore dell’agricoltura capitalista il centro dello sviluppo dell’economia moderna, riconoscendone una funzione fondamentale anche all’industria e al commercio, grazie al loro apporto che davano alla creazione ed accumulo del capitale. Il capitalismo era sinonimo di progresso sociale e che poteva legittimare anche le ingiustizie sociali e morali, come lo sfruttamento della classe proletaria e l’emigrazione forzata di massa di cittadini scozzesi e irlandesi nelle città industrializzate dell’Inghilterra:

Teniamo per fermo che il male istorico non sia necessario ad operare il progresso , ma bensì che il progresso prevale anche ad onta di tutte le irruzioni e di tutti li attraversamenti del male.

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Il popolo veniva identificato esclusivamente con la classe urbana, commercianti, artigiani e liberi professionisti, utilizzando invece il termine plebe urbana identificandola con i disoccupati ed i vagabondi,sostenendo che la condizione sociale ed economica id questa classe di sarebbe potuta migliorare solamente grazie alla carità a carico dello stato:

Gli avi hanno tolto l’abietta ferocia e la rozzezza ai figli della plebe , il povero riceve una più generosa parte di soccorsi che altrove, la possidenza è diffusa in tutte le classi.

L’accelerazione impressionante che si percepiva dei mutamenti del progresso, nella prima metà dell’Ottocento, portò Cattaneo a concepire che era fondamentale educare e informare gli italiani per farli diventare attori fondamentali del progresso scientifico:

La tradizione potrà fare guidare i popoli nell’esercizio delle arti antiche e usitatissime, ma quando si tratta d’imparare arti nuove , e di affrontare la concorrenza di nuove industrie, o d’arma e il paese coi done della moderna civiltà, è al tutto necessario che abbondino le menti indottrinata e ne sicure del possesso delle dottrine progressive.

Tale approccio illuministico e cosmopolita ebbe degli influssi fondamentali sullo sviluppo del pensiero economico e politico dei gruppi liberali del Piemonte, e che faranno da detonatore per l’Unità politica dell’Italia.

Lorenzo Bravi


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Redazione
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