Claudia Rocchini, la Fotografa dei Gatti: ritratti felini, ma non solo…

Giornalista e fotografa per vari quotidiani nazionali, fotografa naturalistica, docente Nikon School, testimonial Profoto ed EIZO Academy Teacher, Claudia Rocchini (vai al sito) possiede un curriculum di tutto rispetto ed è una vera istituzione per la fotografia del mondo naturale. Specializzata in ritrattistica animale, avifauna in volo e nel ritrarre qualsiasi specie animale, è già stata ospite sulle pagine di Frammenti con un’intervista sul suo lavoro di “fotografa di Natura e in Natura”, come lei stessa ama definirsi.

Leopardo delle nevi © Claudia Rocchini

Oggi approfondiremo un lato di Claudia che, per chi la segue da tempo sui social, non è di certo una novità: il suo amore incondizionato per i gatti. Sì perché il nuovo progetto fotografico di Claudia Rocchini è incentrato sulla pet photography, e in particolar modo sulla ritrattistica felina, oltre che sul cercare di immortalare il rapporto tra il gatto e il suo proprietario umano… Gatti fantastici e come fotografarli, potremmo dire, parafrasando il titolo del romanzo di Joanne Rowling.

Magnus, allevamento Glittersand Bengal © Claudia Rocchini

Bentrovata Claudia e grazie del tuo tempo. Prima di tutto, cosa ti ha spinto a lanciarti in questa iniziativa?

«Grazie a voi per l’interesse. L’idea è nata da un doppio lutto: lo scorso anno in poco meno di due mesi ho perso i miei due gatti storici, Tata e Tato, mamma e figlio, di 19 anni e mezzo e 18. Ho cercato nei miei archivi fotografie degne di stampa medio-grande formato e, soprattutto, foto di me insieme a loro. Con stupore e grande dispiacere, mi sono accorta di non avere scatti pensati e realizzati per essere stampati e arredare le pareti di casa. Idem dicasi per i ritratti di me con loro: neanche uno, a parte qualche selfie venuto male. Com’è successo a me, sarà capitato a moltissimi altri, ho pensato. E così ho elaborato il progetto “La fotografa dei Gatti”».

Persefone e cuccioli, allevamento Glittersand Bengal © Claudia Rocchini

Offri solo ritratti felini e di felini coi loro umani?

«È la base da cui partono le altre proposte che, peraltro, non riguardano solo gatti: ricevo richieste di servizi anche per cani di piccola-media taglia e dai falconieri che vogliono ritratti suggestivi dei loro rapaci. In generale, nel progetto ho previsto anche un servizio di stampe e idee di arredamento, con pannelli singoli e/o composizioni particolari che raccontano fotograficamente un momento di vita felina. Offro anche un servizio di consulenza e installazione, presentando gli scatti in file già inseriti negli ambienti casalinghi, il classico mock up per capirci. E poi anche corsi per imparare a fotografare il proprio gatto, e un blog che racconta le piccole grandi storie dei gatti che fotografo, frammenti di vita felina che meritano di essere descritti non solo fotograficamente. C’è anche la sezione “Sfigatti, storie a lieto fine”, frutto della collaborazione con veterinari e gattili: fotografare mici in cerca di casa in modo suggestivo per facilitarne l’adozione. E racconto la loro storia».

Pannello con composizione di esemplari di American Curl, Allevamento Vibrisse feline di Anna Cancellier © Claudia Rocchini

Qual è la tipologia di cliente che ti commissiona un servizio del genere?

«Di ogni tipo, dall’allevatore al privato, ai veterinari ai gestori di gattili, con gatti di razza e non. Facebook e Instagram sono infiniti contenitori di interessi comuni e quando pubblico le immagini – alterno immagini professionali, formali, fatte in studio a immagini più “normali” con ambienti casalinghi – spesso si crea una sorta di meccanismo di autoidentificazione, vuoi per l’alto livello emotivo degli scatti, vuoi perché non vengo percepita come fotografa di soli gatti di razza. Per farti un esempio: c’è il privato che vuole regalare un ritratto del gatto ai genitori o al compagno/a, e c’è l’allevatore – tipologia che richiede spesso scatti formalissimi, e che giustamente presta attenzione a ogni dettaglio per evidenziare le caratteristiche della razza – che, terminati gli scatti “istituzionali”, mi chiede riprese del micio mentre gioca o fuseggia. Per dirti che prevale sempre e comunque l’esigenza di emotività e normalità del risultato».

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Baloo, allevamento Cattery lo Zaffiro © Claudia Rocchini

Quali sono i maggiori dubbi o timori di chi vuole far fotografare il proprio gatto?

«Senza dubbio quello principale è il timore di non riuscire ad ottenere fotografie suggestive perché “Il mio gatto non è collaborativo e non sta fermo”. Ma un gatto non deve esserlo, deve solo fare quello che sa fare meglio: il gatto. Il come riprenderlo è solo un mio problema. Ed è quanto cerco di spiegare durante le chiacchierate pre-shooting: oltre a cercare di capire le esigenze dei clienti, mi succede spesso di doverli tranquillizzare: gli scatti saranno del tutto spontanei e lasceremo il gatto libero di fare quello che vuole, cercando di tenerlo sul set senza costringerlo o stressarlo».

Lyka e Nils, allevamento Igher Bengal © Claudia Rocchini

Come prepari il set fotografico?

«Sono dotata di un mini studio portatile e fondali vari anche se il più richiesto è il nero con effetto specchio alla base: è il mio stile distintivo che non utilizza ancora nessuno. Quando lavoro in interni utilizzo la luce continua, non uso flash perché la luce è responsabile della contrazione e della dilatazione delle pupille del gatto, e i lampi del flash gli darebbero fastidio. In esterni invece (giardini o terrazzi) lavoro in luce naturale. Non chiedo ai clienti di venire in studio col gatto né vado nelle esposizioni feline ad allestire un corner per lo shooting: vado io a casa loro. Ogni mio scatto deve contenere due caratteristiche: spontaneità e alto impatto emotivo, elementi difficili da ottenere in ambienti diversi dal domicilio felino».

Giordano Bruno Guerri e Sia © Claudia Rocchini

Con questo progetto, avrai conosciuto diverse realtà e avrai avvicinato razze diverse di gatti. Ce n’è uno, o una storia dietro a un servizio fotografico, che ti è rimasto più nel cuore?

«Ogni gatto per me è un universo da scoprire e conoscere, ogni volta, e finisco per innamorarmi di ogni soggetto. Non hai idea delle volte in cui – davanti a cucciolate – ho dovuto farmi violenza psicologica per non portarmeli a casa.
Solitamente, parlo a lungo con i proprietari per farmi un’idea generale ma l’incognita rimane: non posso sapere come reagirà il micio alla mia presenza. E le reazioni sono tra le più svariate, ma tutte con un minimo comun denominatore: le risate. Spesso i mici hanno comportamenti che mi costringono a interrompere il lavoro per il troppo ridere. Quando son tranquilli e rilassati, giocano con qualsiasi cosa, l’ultimo era malato di “coriandolite” e abbiamo messo sul set un rotolo di carta igienica con cui farlo giocare…».

Lyka, allevamento Igher Bengal © Claudia Rocchini

Tra i tanti mici che hai ritratto, per uno di loro hai aperto addirittura una pagina facebook ad hoc. Raccontaci di CazzomeneCat…

«Si chiama Rocco ed è lo stupendo gattone di Valentina. È un micio di campagna a pelo semilungo, di razza fantasia, ed è forse il più frustrante tra tutti quelli fotografati fino ad ora. Il motivo? Due ore di shooting e sempre la stessa espressione. Tre isteriche attorno per tentare di catturare il suo sguardo facendo di ogni, e lui… Cazzomene. Rocco, guarda il giochino! Cazzomene. Rocco, ti metteresti in piedi? Cazzomene (e si sdraia). Rocco, almeno seduto? Cazzomene (e si rimette sdraiato). Rocco guarda, ci sono i croccantini (gli scuoti la scatola quasi sul muso)… Cazzomene. Piomba in stanza Carletto, lo yorkshire isterico che vuole giocare e lui… Cazzomene. La padrona lo prende in braccio per un ritratto assieme e, ancora, Cazzomene ma con variante PongoSaccodiPatate (come lo metti, ci sta). Laura, che mi assiste, smanetta col pannello riflettente per gestire i riflessi, lui si gira, la guarda, inspira e le sbuffa visibilmente in faccia. Eh oh, Cazzomene. Alla fine è diventato inevitabile farlo diventare un meme e anche una filosofia di vita, qui la sua pagina».

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Uno dei meme realizzati con Rocco, il CazzomeneCat © Claudia Rocchini

Come fotografa naturalistica, hai avuto modo negli anni di fotografare felini selvatici nelle oasi o nei parchi faunistici dedicati alla protezione e al recupero di specie a rischio di estinzione, come il Leopardo dell’Amur o l’Ocelot. Ci sono delle differenze nel comportamento rispetto ai gatti “di casa” oppure cambiano soltanto i modi, l’approccio e le difficoltà di ripresa?

«Contesto e dimensioni a parte non cambia molto: sono pur sempre felini anche loro. Si tratta essenzialmente di conoscere i comportamenti dell’animale che vuoi ritrarre per essere in grado di sapere cosa sta per fare e prepararti allo scatto con un paio di secondi di anticipo. Quei due secondi, fotograficamente parlando, sono un’eternità perché ti permettono di gestire inquadratura e impostazioni su quello che sai che sta per succedere. E con gli animali, e i felini in particolare, non è cosa da poco. Per esempio, riguardo la fotografia del leopardo delle nevi colto appena prima dello scatto, non sarei riuscita a farla se non avessi decodificato alcuni segnali che l’animale stava lanciando. Motivo per cui, nei miei corsi, prevedo sempre la presenza di una guida naturalistica che spiega ai partecipanti i comportamenti delle specie che andremo a ritrarre e metterli così nelle condizioni di prepararsi allo scatto».

Paolo e PippoLippo © Claudia Rocchini

Oltre che insegnare le basi della fotografia naturalistica nei parchi e oasi (il prossimo evento si svolgerà il 22 giugno alla Torbiera), tieni lezioni sulla ritrattistica felina ai loro padroni al proprio domicilio. Di cosa si tratta?

«Di mostrare loro come ritrarre il proprio gatto in modo spontaneo, anche con un cellulare. Si parte dall’abc della fotografia: composizione, inquadratura, gestione della luce, punto di ripresa per arrivare alla gestione degli sfondi e dei momenti fotograficamente emotivi. Ma, sopra ogni cosa, cerco di spiegare e mostrare loro come non trasmettere al felino l’ansia di ottenere a tutti i costi il risultato. A chi è dotato di una reflex aggiungo anche la possibilità di ritrarre il gatto in movimento, soprattutto se si hanno giardini in sicurezza in cui farlo scorrazzare. Una sorta di “Cat in action”».

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Valentina e Nina © Claudia Rocchini

Sei specializzata nella fotografia animale di ogni tipo, quindi non ti focalizzi soltanto sui felini. Quali sono i soggetti che nel tempo hai avuto modo di ritrarre?

«Per questo progetto, come ti dicevo anche cani di piccola e media taglia coi loro padroni, e i rapaci, sempre su set a domicilio. Per esempio, l’artista Stefano Bressani mi ha commissionato un ritratto con il suo cane Setola per il progetto di un libro che uscirà a breve. Rimando alla sezione “Non solo felini” del mio sito per la visione del portfolio. In generale, invece, ho una predilezione per l’avifauna selvatica in volo, cui ho dedicato moltissimo tempo ed energie sfociate nella pubblicazione di un libro con altri fotografi da me scelti, edito da Rizzoli e con prefazione di Ermanno Olmi, e dedicato al parco faunistico Oasi di Sant’Alessio, di cui sono stata anche coordinatore fotografico».

Stefano Bressani e Setola © Claudia Rocchini

A cosa stai lavorando ora e quali sono i tuoi programmi per il futuro?

«Sto lavorando a un progetto di Gatti VIP e loro schiavi umani, a breve andrò a ritrarre Gatto Morto e il suo schiavo alias “Ciccione che pulisce il sotto coda”. E non so come farò: rido già al pensiero. Riguardo ai programmi per il futuro… dovrei prima consultarmi con CazzomeneCat, anche se temo già di conoscere la risposta…».

Lena e Vinicio, i gatti di Claudia © Claudia Rocchini

Frammenti ringrazia ancora Claudia Rocchini per la sua disponibilità.

Se volete vederla all’opera e partecipare al suo workshop, vi ricordiamo l’appuntamento per il 22 giugno 2019 con il Tour Fotografico al Parco Faunistico La Torbiera – Via Borgoticino Sud – Agrate Conturbia (NO). Questo il link all’evento.

Sito internet: https://www.lafotografadeigatti.it/
Pagina facebook: https://www.facebook.com/lafotografadeigatti/
Pagina del Cazzomenecat: https://www.facebook.com/CazzomeneCat/




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Frammenti è una rivista online di attualità e cultura edita dall'associazione culturale no profit Il fascino degli intellettuali.
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Lorena Nasi

Grafica pubblicitaria da 20 anni per un incidente di percorso, illustratrice autodidatta, malata di fotografia, infima microstocker, maniaca compulsiva della scrittura. Sta cercando ancora di capire quale cosa le riesca peggio. Ama la cultura e l'arte in tutte le sue forme e tenta continuamente di contagiare il prossimo con questa follia.
Lorena Nasi
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