Cristina Bernazzani e l’arte che fa riflettere

L’arte è un potente linguaggio universale che ha la capacità di stimolare la riflessione e sensibilizzare su importanti temi. In particolare, il mondo dell’illustrazione annovera diversi artisti ed attivisti – come Banksy, con la sua street art, oppure Pawel Kuczynski con le sue opere surreali e satiriche, solo per citare due attualissimi esempi – che ritraggono una realtà desolante, con differenze e distanze sociali sempre più incolmabili, diritti inalienabili calpestati e non riconosciuti, analisi sempre più inquietanti sullo stato dell’ambiente e sui cambiamenti climatici.

«L’arte si rivolge a tutti nella speranza di essere, prima di tutto, sentita, di suscitare uno sconvolgimento emotivo»

(Andrej Arsen’evič Tarkovskij).

refugees on a boat driven by the dove of peace
Flee in search of peace © Cristina Bernazzani

Cristina Bernazzani, in arte Nuvola Nevicata, è una pittrice e illustratrice che impiega la sua espressività per mettere in luce i paradossi e le contraddizioni del mondo moderno. Le sue opere, che non necessitano di contenuti testuali, riescono a far pensare, sono di forte impatto, suscitano emozioni, l’empatia e la capacità di immedesimarsi.

Innumerevoli le mostre, le collettive e i concorsi anche internazionali dove il suo lavoro è sempre molto apprezzato. L’ultimo riconoscimento, in ordine di tempo, è l’ambìto Excellence Trophy al World Humor Awards, la cui 4ª edizione, dedicata ai 50 anni dall’allunaggio, ha visto la partecipazione di oltre 200 autori provenienti da 60 paesi e che è in corso a Salsomaggiore Terme fino al 15 settembre 2019.

Spread out laundry on the moon © Cristina Bernazzani
Excellence Trophy, 4th World Humor Award50 YEARS OF THE MOON 1969-2019

Grazie Cristina per la tua disponibilità. Innanzitutto, che cosa è per te l’arte?

«Credo sia un modo per dialogare col mondo, sfruttando dei modi espressivi che hanno fondamento nella propria essenza. Quando guardo i miei lavori mi riconosco, vedo quello che penso e sento. Questo è il mio modo di dipingere, è quello che mi contraddistingue, esattamente come ho un preciso tono di voce o un determinato colore di capelli. Per me è importante avere dei canali attraverso cui mostrare quello che faccio, non avrebbe senso per me dipingere per il semplice piacere personale che ne potrei trarre. Ho la necessità di avere dei riscontri, sapere l’opinione degli altri».

Cristina Bernazzani
Naivety © Cristina Bernazzani

Quale è stato il tuo percorso artistico e quali sono i tuoi modelli di riferimento?

«Ho studiato all’Istituto d’Arte di Monza, ho cominciato subito a lavorare per studi editoriali milanesi come dipendente, in seguito come freelance, collaborando direttamente con le case editrici. Nel 2010 ho interrotto questa attività e ho cominciato a disegnare senza una committenza che dettasse le tematiche. Ho preferito trovare un lavoro alternativo e dipingere liberamente. Avevo accumulato così tante cose da dire che non riuscivo più a controllare quello che realizzavo.
Trovo spunti seguendo il sito irancartoon, dove sono pubblicate le immagini degli autori del mio stesso genere. Poi ci sono artisti per me molto importanti che seguo e a cui mi ispiro. Posso citare Quint Buchholz, Carter Goodrich, ma sono davvero tantissimi!».

Cristina Bernazzani
Listen to the black sheep can serve © Cristina Bernazzani

Hai scelto di esprimerti attraverso illustrazioni, vignette e caricature che diventano “megafoni” virtuali di denuncia sociale e politica. Come nascono le tue opere, che tecniche usi e come riesci a sintetizzare concetti così profondi con una sola immagine?

«Grazie, spero davvero che possano smuovere almeno un poco le coscienze! La parte più difficile è trovare un’idea, a volte resto per ore con la matita in mano davanti al foglio bianco, con un evento che mi ha scosso o stupito di cui vorrei parlare. Di solito comincio col delineare dei volti o dei corpi e lascio che siano loro a darmi l’ispirazione. Ci sono brevi tratti che lascio depositare per anni, poi d’improvviso assumono un significato».

Cristina Bernazzani
The price of a false candidate © Cristina Bernazzani

«Un’altra parte importante è verificare che quello che sto realizzando non esista già. Ogni giorno vengono prodotte migliaia di immagini, e trovare qualcosa simile, se non identico a quello che vorrei disegnare, è frequente. La tecnica che prediligo è l’acrilico, uso come supporti dei fogli Fabriano trattati con gesso acrilico, poi parto con una stesura abbozzata per il fondo e i toni principali dei soggetti. Piano piano aggiungo particolari, e alla fine le luci. Il bello dell’acrilico è poter partire dagli scuri e dare poi la luce, è una cosa che mi piace molto. Per i cartoon prediligo la matita su carta, scansiono i disegni e li coloro digitalmente, è molto più veloce e delinea maggiormente i tratti accentuati dei personaggi».

Cristina Bernazzani
Escape vote © Cristina Bernazzani

Qual è l’opera a cui sei più legata o che ti ha dato maggiore soddisfazione?

«Sempre l’ultima, li sento tutti come figli miei!»

C’è un’idea che ti sta a cuore ma che non sei ancora riuscita a trasformare in immagine?

«Mamma mia, sì! Il tema che mi sta a cuore più di ogni altro è la tortura, ma non sono mai riuscita a trovare niente che potesse avvicinarsi minimamente all’orrore che provo. Vorrei esprimerlo senza far provare paura, ribrezzo o dolore. L’idea giusta è quella che tocca corde profonde senza descrivere un evento, è un pensiero visivo completamente diverso dal pensiero verbale, è la magia delle metafore».

Cristina Bernazzani
We are all immigrants © Cristina Bernazzani

Com’è cambiato negli anni il tuo modo di lavorare? Hai seguito l’evoluzione della tecnologia o sei rimasta fedele a pennelli, colori e tele? 

«Quando ho iniziato, era un miracolo che gli illustratori di Milano si conoscessero fra loro. Per vedere le opere degli autori stranieri si dovevano acquistare gli annuali delle associazioni dei vari paesi, libroni pesantissimi! Era anche molto difficile trovarli. Ora con internet si ha una finestra stupenda aperta sulla creatività mondiale ed è una cosa che fa crescere tutti, ci permette anche di parlare fra noi, è fantastico! Una nota dolente riguarda il crollo dei prezzi per gli illustratori. Le agenzie di microstock, dove i clienti possono trovare immagini da pubblicare a prezzi bassissimi, hanno spazzato via una grossa fetta di mercato. Anch’io collaboro e apprezzo molto la libertà che permettono e la visibilità che offrono le banche immagini: può capitare di vedersi pubblicati su riviste e giornali di tutto il mondo altrimenti irraggiungibili, diversamente non credo avrei proseguito la strada dell’illustratore».

Cristina Bernazzani
Medium © Cristina Bernazzani

«Non so dire se sia un bene o meno, so che è cambiato tutto, ma la crisi era già in atto quando molte agenzie pubblicitarie hanno iniziato a chiudere, seguite a ruota dai giornali che più che sulle vendite contavano sulla pubblicità. Il problema delle agenzie è che gli autori non hanno più nessuna forza contrattuale, come fai a dibattere su un prezzo? Dovremmo essere tutti d’accordo, era difficile quando eravamo in pochi, ora è un’utopia. Il livello di molti autori è comunque d’eccellenza, il computer permette cose che una volta non avremmo nemmeno immaginato. Lo uso molto poco, resto ancorata all’emozione che mi danno tela e colori. Non è meglio o peggio, solo diverso».

Cristina Bernazzani
Evaluate a problem © Cristina Bernazzani

Partecipi a concorsi, mostre e rassegne nazionali e in giro per il mondo. All’estero il tuo lavoro ha molto successo. Secondo te c’è una sensibilità diversa nel nostro paese rispetto ai temi sociali?

«È una domanda difficile, sai? Ogni paese ha i suoi limiti, per esempio il Sud America è molto libero rispetto alla sessualità e il ruolo della donna, mentre nei paesi a prevalenza mussulmana c’è molta più censura e c’è una forte corrente di dissenso politico, nonostante la repressione sia durissima. In Italia c’è un certo disinteresse generale riguardo alle immagini. A parte alcuni coraggiosi organizzatori di eventi a tema humor e satira, nessuno sembra parlarne. In linea di massima, vale lo stesso discorso che applichi negli altri àmbiti: se conosci qualcuno, ti danno retta, altrimenti sono porte senza maniglie».

Cristina Bernazzani
Romantic streetlight © Cristina Bernazzani

Quali sono i tuoi progetti futuri?

«Mi piacerebbe tornare ad esporre, anche se lo vedo come un obiettivo nebuloso, vago e idealizzato. Dovrei cominciare a illustrare un libro per adolescenti per un autore statunitense, ma non c’è ancora niente di concreto, prendo le cose con molta calma ultimamente. Al momento proseguo su strade già percorse…».

The last regard of the evening © Cristina Bernazzani



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Frammenti è una rivista online di attualità e cultura edita dall'associazione culturale no profit Il fascino degli intellettuali.
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Lorena Nasi

Grafica pubblicitaria da 20 anni per un incidente di percorso, illustratrice autodidatta, malata di fotografia, infima microstocker, maniaca compulsiva della scrittura. Sta cercando ancora di capire quale cosa le riesca peggio. Ama la cultura e l'arte in tutte le sue forme e tenta continuamente di contagiare il prossimo con questa follia.
Lorena Nasi
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