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«Un paese ci vuole»: il progetto di eL Seed in Pirelli HangarBicocca

Inaugura il 3 luglio 2024 il progetto "Waves Only Exist Because the Wind Blows" dell'artista francese eL Seed, sul concetto universale di appartenenza.

6 minuti di lettura

Inaugurata il 3 luglio 2024 la seconda operazione del progetto OUTSIDE THE CUBE per Pirelli HangarBicocca, curato da Cedar Lewisohn ed iniziato nel 2016 con il murales del duo brasiliano OSGEMEOS. Quest’anno a prendere il controllo creativo delle pareti esterne del Cubo è l’artista francese di origini tunisine eL Seed. L’intervento site-specific, pensato accuratamente per la città di Milano e la realtà italiana, si ispira ad una citazione del romanzo di Cesare Pavese La luna e i falò: «Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via»: con Waves Only Exist Because the Wind Blows, el Seed conduce una ricerca sul concetto di identità, di patria e senso di appartenenza.

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Portare l’arte fuori dal Cubo

Vicente Todolì, art director di Pirelli HangarBicocca, racconta l’intero progetto di OUTSIDE THE CUBE come una volontà di espandere i limiti degli spazi espositivi interni del white cube portando l’arte – ed il colore – fuori, anche esprimendo la volontà di creazione di un’opera d’arte pubblica. «Se stai arrivando in treno, in macchina, o vivi nella zona di Sesto San Giovanni non puoi non vedere questo lavoro. C’è una volontà di parlare alla società là fuori, fuori dal cubo». La realizzazione del murales ha alla base un concept strutturato: eL Seed comincia l’opera taggando i muri dello spazio con i nomi dei suoi figli e delle persone a lui care. La ricerca si sposta poi sui social, dove chiede ai cittadini di Milano di suggerirgli dei nomi da scrivere sul muro. Di questa operazione è possibile vedere il making of grazie alle riprese fatte durante tutto il periodo di produzione dell’opera. eL Seed poi “collega” tutti questi nomi con ampie linee di colore, dallo stile ondulato orientaleggiante che riprende molto i caratteri dell’alfabeto arabo, un omaggio alle sue origini tunisine.

L’artista

Così decide di iniziare la conferenza stampa eL Seed, con un discorso in italiano dedicato al paese che lo ha invitato a partecipare a questo progetto, per lasciare un segno forte nella città di Milano. eL Seed è un artista molto conosciuto per i murales realizzati in territori dalle più diverse connotazioni socio-politiche: nel 2019 realizza un murales esposto nel campo profughi di Ain Al Helweh in Libano, mentre risale al 2013 l’operazione Lost Walls, con 23 murales realizzati in quattro settimane in strade, villaggi e città della Tunisia.

Con Lost Walls intendevo dare un’immagine diversa della Tunisia. Dopo la Rivoluzione, il paese è stato associato solo a questioni politiche. Anche se c’è stato un cambio di governo, la cultura e la storia tunisine permangono, e l’attenzione dovrebbe focalizzarsi su questa ricchezza. Vorrei riportare la gente in Tunisia e fare scoprire loro l’eredità che hanno abbandonato o perso, proprio come ‘i muri perduti’ di Lost Walls

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eL Seed, The journey – Refugee camp of Ein el-Hilweh, Lebanon – 2019

Non essere soli

Nonostante il legame con l’Italia sia stato fondamentale per la realizzazione di questo progetto, eL Seed sottolinea l’universalità del messaggio che vuole comunicare con Waves Only Exist Because the Wind Blows. Con la citazione di Cesare Pavese, l’artista vuole mostrare quanto sia importante il concetto di Casa in senso assoluto: l’appartenenza ad una famiglia, a un contesto sociale e ad una nazione sono tutte forme di identità. Perdere la propria casa è come perdere una parte di se stessi. Questo tipo di comunicazione ben si associa al concept di questa edizione della Biennale di Venezia: Foreigners Everywhere. Questo aspetto è davvero universale: non è valido soltanto per i contesti più estremi e disperati, dove le persone sono costrette a lasciare il proprio Paese sconvolto dalla guerra o da sistemi politici dittatoriali. Dovrebbe essere anche un’esortazione ai cittadini che vivono realtà privilegiate a non dimenticare le origini ed i valori dell’appartenenza. Forse questo progetto deve proprio essere in una città come Milano, brulicante di possibilità ma forse tanto ricca di tutto da rischiare di inghiottire chi vi si immerge quotidianamente. È un invito all’introspezione, a non dimenticarsi della propria identità. Perché continuando la citazione di Cesare Pavese, senza un paese si rimane soli.

Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti.

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Immagine di copertina: eL Seed, Waves Only Exist Because the Wind Blows, 2024 (dettaglio) – Courtesy l’artista e Pirelli HangarBicocca, Milano, 2024
Foto Lorenzo Palmieri

Clarissa Virgilio

Studentessa di lingue e letterature europee ed extraeuropee a Milano, classe 2001. Durante gli anni della triennale di lingue, ho seguito un corso presso la NABA sulle pratiche curatoriali. Amo guardare ciò che ha qualcosa da dire, in qualsiasi lingua e forma.

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